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Piccoli Comuni, Anci: «Rapida approvazione della legge: indispensabile cornice per interventi mirati»

di Giuseppe Pellicanò

«Guardiamo con favore a questo provvedimento che ci auguriamo giunga ora rapidamente alla sua approvazione definitiva. Per noi Sindaci dei piccoli Comuni rappresenta una importante "legge quadro" di cui il nostro Paese ha ormai forte necessità di dotarsi. Questa legge, da sostenere con più adeguati finanziamenti rispetto all'attuale dotazione prevista, dovrà servire soprattutto come orientamento nella costruzione o rivisitazione delle norme spesso inadatte ai Comuni di minore dimensione demografica e, in estrema sintesi, occorre quell'ordinamento differenziato e semplificato che l'Anci sostiene da tempo, utile a contrastare concretamente lo spopolamento in atto nei piccoli centri». Lo ha sottolineato ieri il coordinatore nazionale Anci Piccoli Comuni, Massimo Castelli, durante l'audizione dell'Associazione presso la tredicesima Commissione del Senato, in merito al disegno di legge sulla valorizzazione e sostegno dei piccoli Comuni.

Politiche differenziate e sostegno
«La rilevanza principale del disegno di legge consiste infatti nel fissare il principio basilare che i piccoli Comuni hanno bisogno di politiche differenziate e di sostegno specifico rispetto alle loro peculiarietà. I piccoli centri rappresentano il 54% del territorio nazionale: per loro la vera battaglia da combattere – ha spiegato Castelli – come messo in luce anche dall'ultima emergenza terremoto, riguarda il rischio del progressivo spopolamento. Occorre mettere in campo politiche strutturali di intervento. Se pensiamo al decreto "Casa Italia" - ha ribadito il coordinatore nazionale Anci - dobbiamo capire che non possiamo progettare scuole sicure dal punto di vista sismico ma con il rischio concreto che restino vuote se non si creano le condizioni di vita a livello locale».

Risorse ed esigenze
Da qui l'esigenza di un programma di interventi sorretto da adeguate risorse finanziarie ma anche articolato secondo le esigenze reali di territori. «Questa legge mette a disposizione 100 milioni di euro per i prossimi sette anni, non sono certamente sufficienti, contiamo nel loro incremento come abbiamo richiesto, ma è altresì importante registrare già la costituzione di un fondo dedicato. Vista l'importanza del tema, su cui ci giochiamo il futuro di una parte rilevante del Paese – ha aggiunto Castelli – vorremmo che ci fosse un'attenzione come ad esempio quella messa in campo per la riqualificazione delle periferie degradate».

L'accoglienza dei profughi
Infine, il coordinatore Anci ha fatto cenno alla questione dei piccoli Comuni impegnati nell'accoglienza dei profughi all'interno della Rete Sprar. «Trovo corretto che si pensino forme di incentivazione adeguate per i molti piccoli centri che offrono il loro contributo alla risoluzione di un problema che è sia nazionale che strutturale. Tutto questo – conclude l'esponente Anci – anche superando la logica dei centri di accoglienza temporanea di matrice prefettizia, seguendo invece il modello Sprar che si è rivelato molto efficace per una vera "integrazione" sul territorio degli immigrati».


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