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Enti in dissesto, Anci: «Bene aperture di governo, riforma delle norme trovi spazio nella legge di bilancio»

di Emiliano Falconio

«Siamo grati ai sottosegretari all'Interno Gianpiero Bocci e all'Economia Pierpaolo Baretta per la disponibilità manifestata in questi mesi su un tema così delicato. Ora aspettiamo che le prime norme di revisione dell'accompagno degli enti locali in difficoltà siano incluse nella Legge di Bilancio che il Governo si appresta a presentare». Così il sindaco di Catania e presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco, a seguito dell'incontro svoltosi giovedì scorso al ministero dell'Economia, con la partecipazione del ministero dell'Interno. La riunione a cui hanno partecipato, tra gli altri, i sindaci Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Renato Accorinti (Messina) e Gianluca Callipo (Pizzo Calabro) è l'ulteriore tappa di un confronto voluto dall'Anci per avviare una riforma organica e meno penalizzante, da inserire nella Legge di bilancio, che riordini la legislazione relativa agli enti in difficoltà finanziaria.

Maggiore flessibilità
Nel dettaglio Anci, ha ribadito innanzitutto l'esigenza di dare maggiore flessibilità i Comuni in dissesto per permettere loro il raggiungimento dell'equilibrio finanziario. Chiesto poi un intervento sugli oneri del debito pregresso, per renderli meno penalizzanti, così come è stata auspicata la possibilità anche per gli enti in predissesto di usufruire del termine trentennale di ammortamento dei disavanzi tecnici da nuova contabilità. Infine chiesti controlli meno formali e più mirati al sostanziale miglioramento dei parametri di bilancio. Sono queste le principali richieste che Anci ha portato sul tavolo

Strumenti più snelli
Durante l'incontro l'Anci ha anche ribadito la necessità di snellire gli strumenti previsti a supporto del riequilibrio (con particolare riferimento alle misure richieste per accedere al Fondo di rotazione) e di introdurre ulteriori soluzioni per accompagnare il percorso di risanamento tra cui la possibilità di definire transattivamente i debiti con l'Erario e con l'Inps, possibilità peraltro già prevista per gli enti in dissesto, nonché di avvalersi della delegazione di pagamento per i debiti verso creditori privati, con la possibilità di concordare con il delegato periodi di rateizzazione più lunghi.
Anci ha inoltre sollecitato l'opportunità di estendere anche ai Comuni sino a 20.000 abitanti che dichiarano il dissesto la facoltà di raggiungere l'equilibrio in un periodo pluriennale di 3/5 anni, al fine di rendere più concreta e sostenibile l'adozione delle misure necessarie, così come già previsto per i comuni più grandi.


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