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#Anci2016. Renzi: «Sindaci non sono amministratori di beghe quotidiane, da loro uno sguardo alto sul Paese»

di Giuseppe Pellicanò

BARI – «È fondamentale che facciamo passare il concetto che fare il sindaco è anche avere uno sguardo sul Paese, il sindaco non è solo un amministratore di condominio. È una sfida culturale: voi non siete solo amministratori di beghe quotidiane, rappresentate il Paese nella sua interezza, la vostra fascia è il tricolore». Lo ha affermato il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlando davanti alla platea dei sindaci riuniti a Bari per la loro XXXIII assise nazionale alla Fiera del Levante.
Prendendo la parola dopo che il neo presidente dell'Anci Decaro aveva sintetizzato le richieste emerse in questi giorni di dibattito, Renzi ha voluto innanzitutto ringraziare «Piero Fassino per la passione con cui ha guidato in questi anni l'Anci. Sono stati anni difficili e complicati in particolare per i rapporti con le regole europee».

Riforma della Pa
Renzi nel suo intervento si è soffermato innanzitutto sul tema della riforma della Pa: «Una delle sfide più importanti, deve essere un valore servire lo Stato, l'impiegato pubblico deve sentire l'onore del servizio. Va rottamata la filosofia Checco-Zaloniana e sfidare chi lavora con noi, dicendo che devono sentire l'orgoglio di servire il tricolore. Chiaro, poi bisogna anche sbloccargli i contratti ma va rovesciato l'approccio che c'è stato finora», ha affermato rivolto ai sindaci.

Patto dell'Agenda urbana ed edilizia scolastica
Soffermandosi poi sul Patto dell'Agenda urbana, richiesto dall'Anci, il presidente del Consiglio si è detto pronto a firmarlo a partire da gennaio. «Ma lo dico a chi vota si e chi vota no: la consapevolezza che un sindaco possa essere parte dirigente della classe nazionale è un argomento combattuto. Vi chiedo una mano, comunque vada il referendum», ha aggiunto.
Quanto invece all'edilizia scolastica, l'inquilino di Palazzo Chigi ha ricordato che «tutto ciò che la riguarda è finanziabile fuori dai vincoli del patto di stabilità. Il punto chiave – ha poi precisato - è tornare a progettare».

Legge di stabilità
Il premier ha poi indicato alcune misure contenute nella Legge di stabilità, che vanno incontro alle preoccupazioni espresse dai sindaci. Innanzitutto, il turnover su cui «ci sarà un segnale. Possiamo immaginare di avere almeno per le forze dell'ordine, gli infermieri e, forse, i dottori, di avere 10 mila unità per poter bandire subito i posti», ha detto.

Riscossione
Novità anche in vista sulla partita della riscossione, con un annunciato «intervento importante per l'abolizione di Equitalia e la creazione di un modello diverso di agenzia».

Governance territoriale e periferie urbane
Ma le aperture più importanti alle aspettative dei sindaci Renzi le ha riservate ai temi della governance territoriale e delle periferie urbane. Sul primo punto il presidente del Consiglio si è detto d'accordo con la proposta avanzata dall'Anci e già condivisa con il governo. «Non si mettono insieme due Comuni sulla base di un obbligo. Metteremo un'incentivazione alle unioni e se possibile alle fusioni. Ma non ci sarà un obbligo».
Sul secondo punto, invece, il premier ha assicurato che tutti i progetti presentati dai Comuni sulle periferie saranno finanziati entro il 2017. «C'erano 500 milioni sul 2016 –- ma avete presentato progetti per 2,1 mld», ha spiegato rivolgendosi ai sindaci.
Infine, da Renzi un appello a tutti i sindaci. «Si può discutere tutto e dire che questo governo non fa abbastanza, ma bisogna liberarci da un atteggiamento, quello tipico di una parte dei nostri concittadini quando partiamo con un cantiere. Stiamo facendo un sacco di cose - ha proseguito - ma quello che è certo è che stiamo mettendo il cuore nell'idea di restituire all'Italia consapevolezza nelle proprie possibilità. Vi auguro di trovare tanti cittadini che vi controllano e di essere sempre più capaci di non cedere alla quando avete incontrato troppi di quelli che stanno alle finestre a criticare qualsiasi cosa fatta da voi», ha concluso Renzi.


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