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#anci2016 - Decaro: «Anci diventi sindacato delle comunità, dei cittadini, fattore di coesione nazionale»

di Giuseppe Pellicanò

BARI - «L'Anci diventerà non il sindacato dei Comuni ma delle comunità, dei cittadini, dei territori e della coesione nazionale. La nostra Associazione deve e può essere una sintesi efficace tra questa esigenza di coesione e la necessaria spinta riformatrice, che vede nelle legittime aspirazioni di un sistema delle autonomie il suo obiettivo comune». «Da oggi sarò il sindaco dell'Anci, non di una parte del Paese. Lo intendo come un bel segnale, un bell'incoraggiamento per tutti. È come se l'Italia intera, oggi, guardasse al Mezzogiorno e gli dicesse: ‘bene, ora vediamo che sai fare!'». Questi alcuni passaggi significativi della relazione di aperturadella XXXIII assemblea annuale Anci che il neo presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha svolto davanti alla platea di amministratori riuniti fino a venerdì prossimo alla Fiera del Levante.
Aprendo i lavori alla presenza del Capo dello Stato Mattarella, il sindaco di Bari ha voluto dedicare la tre giorni ai primi cittadini dei Comuni più colpiti dal sisma (Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto), cui è arrivata la vicinanza dei presenti, sottolineata da un lungo applauso.
Dopo aver richiamato «l'impegno e il grande lavoro di Piero Fassino, protagonista indiscusso di un nuovo corso di questa Associazione», Decaro ha ricordato come, dopo un periodo di tagli e di misure di austerità, di progressiva riduzione di risorse, «oggi siamo alle porte di una nuova stagione che torna ad esaltare e legittimare di fatto il ruolo dei sindaci e del sistema delle autonomie locali e che indica l'avvio di una inversione di tendenza nelle politiche economiche».

Autonomia amministrativa e politica
Per tradursi in autonomia amministrativa, l'autonomia politica - negli auspici del presidente Anci - necessita di tre elementi sostanziali: l'autonomia organizzativa, la semplificazione e l'autonomia fiscale e finanziaria.
«Non è pensabile chiedere ai sindaci di Roma, Napoli, Milano di gestire i loro territori e macchine amministrative imponenti con le stesse regole e gli stessi strumenti che hanno a disposizione i sindaci degli altri Comuni», ha esordito Decaro invocando regole più semplici ed efficaci. «La nostra richiesta è una sola, ma vogliamo gridarla forte: liberateci da vincoli ancora troppo stretti da opprimenti morse finanziarie e normative e da oneri ancora troppo pesanti. Non lo stiamo chiedendo per noi», l'accorato appello del sindaco barese. «Lo chiediamo per l'Italia, perché liberando l'energia dei sindaci, si liberano le energie delle loro comunità e l'Italia torna a volare».

Fiscalità e investimenti
Sul versante finanziario e fiscale il presidente Anci ha, innanzitutto, ricordato la necessità di assicurare risorse al comparto dei Comuni e di dare soluzione a questioni pregresse e da lungo tempo irrisolte: il ristoro delle risorse anticipate per gli uffici giudiziari; il ristoro dei mancati introiti Imu sui terreni montani; la conferma del fondo compensativo Tasi. Ma su tutto Decaro ha sollecitato «misure che possano accompagnare e favorire gli investimenti locali, come la rinegoziazione dei tassi di interesse dei vecchi mutui per allinearli ai minori costi di provvista, l'estinzione anticipata senza penali, l'attivazione di strumenti dedicati per l'edilizia scolastica, i servizi pubblici e la sicurezza del territorio, l'attivazione di processi di accompagnamento nell'aggregazione tra società partecipate».
Secondo la sua opinione «sussistono le condizioni per sottoscrivere un nuovo "Patto tra Stato e Comuni" - così come proposto da Piero Fassino - che costruisca una vera e propria agenda urbana nazionale, analoga a quella europea, con un ruolo maggiore dei Comuni nella vita del Paese».

Obiettivi e progetti
Quanto ai temi proposti dall'Anci, da inserire nell'agenda urbana, il sindaco di Bari ha accennato all'utilizzo di una quota parte dei fondi ETS per interventi sulla sostenibilità urbana, alla sperimentazione di un reddito che consenta un livello dignitoso di sussistenza ai soggetti a rischio esclusione sociale; all'attivazione di un piano pluriennale per ridurre al disagio abitativo. E soprattutto all'introduzione di un sistema di accoglienza equo e sostenibile che incentivi i Comuni ad aderire allo Sprar, senza dimenticare l'approvazione del ddl sulla sicurezza urbana, già ampiamente condiviso da Anci.
Non è mancato un cenno al tema delle Città metropolitane per le quali Decaro ha chiesto risorse adeguate. Il loro percorso istituzionale va completato «e l'auspicato ‘tagliando' alla Legge Delrio deve tener conto anche dei nuovi enti di area vasta che sono complementari nel sistema di amministrazione territoriale», ha affermato il presidente Anci auspicando un'attenta riflessione per «un ulteriore salto di qualità nell'assetto ordinamentale e della governance».
Infine, un passaggio sulla futuro dell'Anci e la sua guida. «Non c'è tema su cui essa non venga consultata dal Governo e dal Parlamento: questo richiede la capacità di organizzare la gestione delle attività e dei relativi processi istituzionali, con una guida collegiale che valorizzi le tante competenze dei sindaci e degli amministratori locali», ha detto il sindaco barese. Da qui il suo annuncio: «è utile che il Presidente dell'Anci possa avvalersi di un autorevole Ufficio di Presidenza costituito da circa 20-25 membri in cui siedano i Vice Presidenti, i Sindaci titolari delle principali deleghe tematiche, i Presidenti delle Anci Regionali, i Sindaci più rappresentativi delle diverse realtà territoriali», ha concluso Decaro.


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