Home  › Amministratori e organi

Piano triennale dei lavori pubblici entro sabato

di Anna Guiducci e Patrizia Ruffini

Per la prima volta quest'anno tutti gli enti locali sono obbligati a verificare la coerenza fra il documento unico di programmazione presentato al consiglio entro lo scorso 31 luglio e lo schema del programma triennale dei lavori pubblici che deve essere adottato dalla giunta entro il 15 ottobre. A pesare, sul già complicato quadro normativo, è l'assenza del decreto del ministero delle Infrastrutture a cui era stato demandato il compito di dare attuazione alle novità sulla programmazione introdotte dall'articolo 21 del nuovo codice di contratti.

Il piano biennale degli acquisti di beni e servizi
La disciplina prevede l'obbligo, per le amministrazioni aggiudicatrici, di adottare il piano biennale degli acquisti di beni e servizi (di importo unitario pari o superiore a 40mila euro) e la programmazione triennale dei lavori pubblici e i loro aggiornamenti annuali, nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza con il bilancio. Le opere pubbliche incompiute vanno inserite nella programmazione triennale, per il loro completamento o per l'individuazione di soluzioni alternative quali il riutilizzo, anche ridimensionato, la cessione a titolo di corrispettivo per la realizzazione di altra opera pubblica, la vendita o la demolizione.
Nell'ambito del programma, le amministrazioni individuano i bisogni che possono essere soddisfatti con capitali privati. Inoltre gli enti devono comunicare, entro ottobre, l'elenco delle acquisizioni di forniture e servizi d'importo superiore a un milione di euro che prevedono di inserire nella programmazione biennale al Tavolo tecnico previsto dall'articolo 9, comma 2, del Dl 66/2014. Per le acquisizioni di beni e servizi informatici e di connettività le amministrazioni devono tener conto del piano dell'Agenzia per l'Italia digitale (comma 513 della legge 208/2015).

Ancora secondo le vecchie regole
In attesa del decreto attuativo (il termine, del 18 luglio, è ampiamente scaduto), le amministrazioni applicano le vecchie regole sia per la gestione dell'anno in corso sia per la nuova programmazione. Questo significa che entro il 15 ottobre gli enti dovranno adottare in giunta il programma dei lavori pubblici per il 2017-2019, facendo riferimento agli schemi e modelli approvati con decreto del ministero delle Infrastrutture del 24 ottobre 2014. All'interno dei nuovi programmi, le amministrazioni individuano un ordine di priorità degli interventi, tenendo comunque conto dei lavori necessari alla realizzazione delle opere non completate e già avviate sulla base della programmazione triennale precedente, dei progetti esecutivi già approvati e dei lavori di manutenzione e recupero del patrimonio esistente, oltre che degli interventi suscettibili di essere realizzati attraverso contratti di concessione o di partenariato pubblico privato.
Occorrerà inoltre che il programma triennale delle opere pubbliche rechi anche la previsione degli stati di avanzamento lavori in base ai quali si determina l'imputazione alle singole annualità del bilancio di previsione e, ove l'opera è finanziata con risorse già accertate, il fondo pluriennale vincolato (da elaborare sulla base dei cronoprogrammi) in attuazione al principio della competenza finanziaria potenziata.
Una volta che gli schemi sono stati adottati in giunta, occorrerà renderli pubblici con affissione nella sede delle amministrazioni per almeno 60 giorni consecutivi ed eventualmente mediante pubblicazione sul profilo di committente della stazione appaltante. È prudente infatti continuare a rispettare quest'obbligo che, sebbene previsto dalla vecchia disciplina abrogata (articolo 128, comma 2 del Dlgs 163/2006), resta transitoriamente ancora in vita per la programmazione del prossimo triennio.
Entro il 15 novembre, infine, con lo schema di delibera del bilancio di previsione finanziario 2017-2019, la giunta presenterà al consiglio la nota di aggiornamento del Dup che allinea il massimo documento di programmazione con le variazioni e gli aggiornamenti necessari, fra cui quello che riguarda le opere pubbliche.


© RIPRODUZIONE RISERVATA