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Comuni costieri, Anci e Capitanerie di Porto siglano protocollo per migliorare la collaborazione interistituzionale

di Emiliano Falconio

Attivare e promuovere un'efficace e maggiore collaborazione istituzionale tra i soggetti che operano sul campo marittimo, potenziando lo scambio diretto di dati e informazioni tra gli uffici marittimi territoriali, i Comuni e le articolazioni regionali dell'Anci. Il tutto per consentire rapporti più stretti, a livello centrale e locale, per favorire l'analisi e le soluzioni a problematiche comuni quali: pubblico demanio marittimo, portualità, politiche del mare, sicurezza della balneazione e, non da ultimo, le azioni che Comuni e Capitanerie di Porto mettono in campo nelle quotidiane azioni di accoglienza dei migranti.

Il protocollo d'intesa
Sono questi i punti cardine del protocollo d'intesa firmato ieri mattina a Roma dal presidente Anci, Piero Fassino e dal comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto Vincenzo Melone, che hanno siglato ieri l'intesa presso il ministero del Trasporti alla presenza del Ministro Graziano Delrio.
Obiettivo dell'accordo – si legge nel Protocollo – è attivare «ogni forma di efficace collaborazione istituzionale», a partire dal potenziamento dello «scambio di dati ed informazioni rilevanti ai fini dell'esercizio delle rispettive funzioni istituzionali». L'auspicio dei firmatari è quindi quello di attivare rapporti più stretti, a livello centrale e locale, per favorire l'analisi, il confronto e la soluzione delle problematiche comuni.
Nei circa 8mila chilometri di coste dell'Italia sono 639 i Comuni costieri, di cui 237 nel Mar Tirreno, 133 nel Mar Ionio, 124 nel Mare Adriatico, 86 nel Mar Ligure, 38 nel Mar di Sardegna, 31 nel Canale di Sicilia e 10 nel Canale di Sardegna. In questi Comuni operano 55 Capitanerie di porto sono, coordinate da 15 Direzioni Marittime.

Le attività future
Grazie al Protocollo d'intesa, della durata di due anni, si realizzeranno attività comuni, incontri periodici e verrà istituito un "tavolo di lavoro permanente" tra i direttori Marittimi ed i presidenti delle Anci regionali. Il tavolo elaborerà uno schema-tipo di protocollo regionale, che sarà il documento di riferimento per le attività periferiche. Verranno inoltre attivate forme di supporto a iniziative di studio, formazione ed approfondimento professionale.
«In un Paese che ha spesso difficoltà ad agire facendo sistema – ha commentato a margine della firma il presidente Anci Piero Fassino – l'accordo firmato oggi è un buon esempio di stretta collaborazione tra strutture militari e civili che hanno titolarità su una stessa materia. Penso a tutto quello che le Capitanerie di Porto mettono in campo, insieme ai Comuni, sul fronte immigrazione dove, senza una sinergia continua tra i vari soggetti in campo, l'accoglienza sarebbe molto più difficile e complicata».
«Il Protocollo – ha aggiunto Fassino – punta ad incrementare tutte quelle azioni che coinvolgono Comuni e autorità marittime: soccorso in mare dei migranti, sicurezza della balneazione, salvaguardia dei fondali marini, attività di contrasto all'illegalità, tutela del patrimonio marino, esercizio delle attività economico-commerciali situate sulle aree costiere. Siamo molto soddisfatti di questo Accordo – ha concluso il presidente Anci – e ci attiveremo da subito affinché i Sindaci dei Comuni costieri applichino da subito i punti salienti di questa intesa».


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