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A rischio costituzionalità la soglia di sbarramento prevista per le elezioni europee

di Ulderico Izzo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il Consiglio di Stato, con l’articolata ordinanza n. 3673 del 23 agosto 2016, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale, per la non manifesta infondatezza, degli articoli 21 e 22 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, contenente disposizioni inerenti l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia.
In particolare, il Giudice amministrativo ha sottoposto al vaglio del Giudice delle leggi le predette norme nella parte in cui prevedono una soglia di sbarramento per le liste che non abbiano conseguito, sul piano nazionale, almeno il quattro per cento dei voti validamente espressi.

Il fatto
All’esito della consultazione elettorale del 25 maggio 2014, relativa al rinnovo del Parlamento europeo, alcuni cittadini, nonché candidati alla predetta consultazione per un movimento politico, hanno impugnato (davanti al Tar Lazio) l’atto di proclamazione degli eletti, ritenendo che il diritto di elettorato attivo e passivo fosse stato pregiudicato in quanto la lista, a livello nazionale, aveva conseguito il 3,66% (pari a 1.006.513 voti). Veniva pertanto, chiesta la ripartizione dei seggi senza l’applicazione della soglia di sbarramento, introdotta nell’ordinamento con la novella legislativa del 2009.
Il Tribunale capitolino, nonostante avesse anch’esso sollevato la pregiudiziale di costituzionalità, dopo aver ricevuto sentenza di inammissibilità della questione posto alla Consulta, decide di rigettare il ricorso.
Il Giudice amministrativo di appello, a sua volta, ritiene di coinvolgere (con diversa motivazione) la Corte costituzionale, in quanto ritiene che le norme indicate in premessa siano lesive del generale principio del fondamento democratico delle Istituzioni rappresentative, del generale principio di ragionevolezza e del principio di adeguata rappresentatività del voto.

La decisione
Il Consiglio di Stato, pur consapevole che la determinazione delle formule e dei sistemi elettorali rappresenti un ambito nel quale si esprime con un massimo grado di evidenza la politicità della scelta legislativa, ha sollevata la questione di legittimità costituzionale, poiché ritiene che le disposizioni censurate comportino una compressione dei principi di piena democraticità e del pluralismo del sistema rappresentativo che non rinvengono un’adeguata ratio giustificatrice nel perseguimento di concomitanti finalità di interesse generale e che, quindi, sembrano travalicare i limiti propri del ragionevole esercizio dell’interpositio legislatoris.
Il punto forte dell’ordinanza in rassegna è che la soglia di sbarramento, inserita dal legislatore italiano per l’elezione al Parlamento europeo, non appare legittima in quanto è fortemente compressiva dei principi costituzionali in tema di rappresentatività democratica.

Conclusioni
L’ordinanza appare molto convincente sia perché l’obiettivo di garantire la stabilità degli organi elettivi non si adatta al caso delle elezioni dei rappresentanti nazionali al Parlamento europeo (stante l’assenza di un vincolo propriamente fiduciario che caratterizza i rapporti fra il Parlamento e la Commissione europea), sia perché vi è l’espresso riferimento alle decisioni della Corte costituzionale tedesca che per ben due volte ha dichiarato la contrarietà a Costituzione delle disposizioni nazionali che introducevano una soglia di sbarramento per le elezioni al Parlamento europeo (dapprima nella misura del 5 per cento e successivamente nella più ridotta misura del 3 per cento).
Il Giudice tedescoha affermato, infatti, che l’introduzione di una siffatta soglia di sbarramento si pone in contrasto con il generale principio di uguaglianza e rappresenta un ostacolo ad un'equa rappresentanza popolare nell’elezione del Parlamento Ue.
Non resta che attendere la decisione della Corte costituzionale italiana.


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