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Il giudice dà ragione ai segretari: nei Comuni in convenzione indennità calcolata sul totale della popolazione

di Pasquale Monea

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Arriva un riconoscimento giurisprudenziale circa la correttezza della tesi sostenuta dai segretari comunali in ordine all'attribuzione dell'indennità di posizione in rapporto alla popolazione complessiva e non soltanto alla popolazione del Comune capofila.
Il giudice del Lavoro del Tribunale di Como ha accertato con la sentenza n. 203/2016del 23 settembre «che la retribuzione di posizione spettante al ricorrente, quale segretario dei comuni in convenzione convenuti, debba essere determinata in rapporto al totale della popolazione residente negli stessi, previa disapplicazione della nota prot. 76063 del 29.9.2014 del dipartimento della Ragioneria di Stato del Mef, della circolare del ministero dell'Interno prot. N. 485 – E – (P) del 24.3.2015 e del decreto n. 84 del 17.4.2015 della prefettura di Milano».

La legittimazione ad agire in capo alla segreteria nazionale dell'Unscp
La decisione è interessante per vari aspetti e non solo per quelli più diretti sopra sintetizzati. Intanto è stata dichiarata la legittimazione ad agire in capo alla segreteria nazionale dell'Unione nazionale dei segretari comunali e provinciali, questione che può avere una sua maggior rilevanza in ordine a una rappresentatività autonoma nei futuri contratti collettivi, che probabilmente vedranno l'Unione impegnata a riconoscere uno status "particolare" ai dirigenti apicali, figura che per lo più, al di là di interpretazioni della norma "fantasiose" ed estranee alla legge delega, non potrà che essere per lo più reperita negli ex segretari comunali.

La modificabilità del criterio classificatorio
Ma la decisione è particolarmente interessante nella parte in cui chiarisce, peraltro con un riferimento alla decisione della Cassazione, a Sezioni Unite n. 23031/2007, come il criterio classificatorio non possa essere revisionato mediante una circolare avente fini esclusivamente interpretativi, dovendosi invece risolvere attraverso una disposizione normativa o in sede di contrattazione collettiva ma non già attraverso note o circolari.

Il ruolo del ministero
Allo stesso tempo la decisione è interessante nella parte in cui riconosce al ministero dell'Interno la possibilità, con le giuste procedure, di incidere sul trattamento economico dei segretari comunali.
La riflessione del giudice dovrebbe probabilmente far riflettere anche il legislatore delegato in ordine alla corretta definizione di requisiti, limiti e certificazioni della professionalità acquisita nell'ambito del redigendo decreto legislativo sulla dirigenza oltre che su una corretta e adeguata valorizzazione anche economica dei segretari delle unioni, se ancora si vuole investire su questa forma di associazionismo.
Se è vero che la funzione hai bisogno di una riformulazione è anche vero che gli enti locali si aspettano una corretta formulazione delle funzioni dei dirigenti apicali, in continuità "migliorativa" con quella dei segretari comunali, è altrettanto vero che una corretta attribuzione delle funzioni non potrà che avvenire con il riconoscimento della specificità del ruolo (l'interscambiabilità con i dirigenti regionali e dello Stato è complicata) e con la corretta certificazione di un percorso di carriera che non penalizzi i nuovi ma non faccia disperdere le professionalità acquisite.


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