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Eccessiva un'ordinanza di sgombero del sindaco per sfrattare sette galline dalla casa in centro

di Mauro Calabrese

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nell’esercizio dei poteri attribuiti al sindaco per fronteggiare eccezionali situazioni di grave pericolo per l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, il primo cittadino è legittimato ad adottare provvedimenti, anche contingibili e urgenti, non potendo ricorrere agli ordinari strumenti dell’ordinamento degli enti locali, purché l’accertamento della situazione eccezionale e imprevedibile sia suffragata da una istruttoria adeguata e da una congrua motivazione.

La sentenza
Nel caso di specie, al contrario, il Tar del Lazio, sezione II bis, con la sentenza 5 luglio 2016, n. 7685, ha sancito l’illegittimità dell’ordinanza contingibile e urgente in materia sanitaria adottata dal Sindaco del Comune di Borgorose, motivata da ragioni di incolumità pubblica e sicurezza urbana, per la rimozione di un pollaio dalla casa di una cittadina, incompatibile anche con la collocazione dell'immobile, situato nel centro storico del Comune.
Il provvedimento eccezionale impugnato dalla proprietaria del pollaio, imponeva l’allontanamento, entro 30 giorni dalla notifica, degli animali, ovvero sette galline, nonché la pulizia dell’immobile dove gli stessi erano detenuti, perché fonte, secondo il sindaco, di problemi igienico-sanitari, come era emerso dalle «continue segnalazioni della presenza di insetti e topi», e comunque considerando la presenza del pollaio incompatibile con il regolamento di igiene del Comune che vieta la conduzione, nel centro abitato e in particolare in zona qualificata «centro storico», di «depositi insalubri o molesti».

Testo unico degli Enti locali
Accogliendo le doglianze avanzate dalla proprietaria del pollaio, il Collegio rileva come la fonte del potere esercitato dal Sindaco derivi dal disposto dell’articolo 54, comma 4, del Dlgs 267/2000, in base al quale il primo cittadino, nella sua qualità di «ufficiale del Governo», può provvedere «con atto motivato» anche contingibile e urgente, sempre «nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento», se fondato dalla necessità di «prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana».
Per i giudici amministravi, tuttavia, l’attribuzione al Sindaco di un così esteso potere extra ordinem, che consente l’adozione di provvedimenti atipici, eccezionali e, di norma, destinati a operare per un tempo limitato, è finalizzato esclusivamente a fronteggiare situazioni di criticità che rivestano però «carattere eccezionale ed imprevedibile», perché comportano  gravi pericoli e minacce per la pubblica incolumità, cui, naturalmente, non sia possibile fare fronte con il ricorso agli ordinari strumenti previsti dall’ordinamento, purché dopo una istruttoria attenta e ponderata, suffragata da una congrua e completa motivazione.

Limiti accettabili
Correttamente ricostruiti i limiti che la costante giurisprudenza amministrativa disegna intorno all’esercizio dei poteri eccezionali previsti dal Testo unico degli Enti locali, il Tribunale laziale riscontra come l’invasivo e afflittivo provvedimento di sgombero del pollaio adottato dal Sindaco, basato sul generico richiamo di non meglio precisate segnalazioni della presenza di topi e insetti, non sia sostenuto da una «adeguata e compiuta istruttoria» e da una solida motivazione tali da legittimare l’adozione dello strumento dell’ordinanza contingibile e urgente.
Inoltre, conclude la sentenza, annullando l’ordinanza, vista l’inadeguatezza dell’istruttoria svolta e l’incompletezza della motivazione, il primo cittadino, avrebbe così omesso di prendere in considerazione la possibilità di adottare provvedimenti ordinari assai meno forti e definitivi, al fine di ricondurre la gestione del pollaio incriminato, all’interno della proprietà privata della ricorrente, entro limiti più accettabili in termini di pulizia dei luoghi, in assenza di una così grave e irreparabile compromissione dell’igiene del centro abitato.


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