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Città metropolitana, Nicotra: «Strumenti di governo metropolitani delle città sono indispensabili per lo sviluppo del Paese»

di Emiliano Falconio

«Come Anci stiamo facendo una riflessione di prospettiva affinché si possa dotare le Città metropolitane di assetti ancora più innovativi. È un passo in avanti che è necessario fare». Così il segretario generale Anci, Veronica Nicotra, è intervenuta ieri pomeriggio al convegno su compiti e risorse del nuovo ente metropolitano, organizzato a Roma presso la Sala del Refettorio della Camera dei deputati.

I punti critici
«Quella della Città metropolitana – ha argomentato Nicotra – è una storia non ancora chiusa e credo si apriranno nuovi scenari che, nelle nostre intenzioni, devono essere innovativi al fine di far fare a questo ente un vero salto di qualità. La fase attuale – ha continuato – è complessa e serve da subito una boccata di ossigeno per consentirci di arrivare bene al 2017, anno su cui incombono altre difficoltà rappresentate da ulteriori 900 milioni di tagli. Si tratta di difficoltà – ha continuato il segretario generale Anci – derivate da molte ragioni, la prima dovuta a un inadeguato riconoscimento politico e istituzionale, presente nell'idea originaria partorita proprio in Anci. Ad esempio già nel 2015 bisognava prendere atto delle differenze sostanziali tra città e province e questo non è avvenuto. L'idea era quella di una netta separazione tra Città metropolitane e Province. I tagli pensati dal governo, invece, ci obbligano a mettere insieme enti diversi, con storie diverse e soprattutto con prospettive future diverse. È un errore che teniamo a sottolineare e lo abbiamo più volte segnalato nei continui confronti con il governo».

Le prospettive
E la conferma dell'errore, per il segretario generale Anci arriva dal fatto che «oggi, a fine maggio, siamo ancora a discutere di come fare i bilanci, non sappiamo ancora come attuare la legge di stabilità e accumuliamo ritardi su ritardi. Sono d'accordo con quanto detto dal consigliere economico di Palazzo Chigi Marattin (presente anche lui al convegno n.d.r.) ovvero che occorre affrontare il tema con un'ottica prospettica – ha quindi sottolineato – ma per far questo il percorso istituzionale dell'ente metropolitano si deve adattare al contesto politico. Noi crediamo in città metropolitane utili e serventi al paese e incubatori veri dei processi di innovazione attraverso una logica di obiettivi strategici. Non ci interessano apparati, burocrazie ma fare le cose per il bene dei cittadini».

Il ruolo di Governo e Regioni
Nicotra ha poi citato alcune delle «principali difficoltà, dovute anche a un ruolo non adeguato di Regioni e Governo: dove le prime hanno causato forti rallentamenti nell'adeguarsi alla Delrio, ad esempio sul tema del personale, e dove il governo, da parte sua, non è intervenuto con il potere sostitutivo che la legge stessa gli consentiva. Le Città metropolitane hanno fatto appieno la loro parte, invece, penso alla presa in carico dei centri per l'impiego, al percorso di gestione associata di servizi tra Comuni o agli statuti che con grande sforzo sono stati redatti nei tempi previsti. Lo stesso sforzo non è stato fatto da altri comparti dello Stato e anche l'Osservatorio nazionale sulla Delrio non ha avuto la capacità di azione che avrebbe potuto esercitare».
«Serve un cambio di passo – ha quindi concluso il segretario generale Anci – che coinvolga tutte le istituzioni centrali e locali per ridare la giusta dimensione a un ente, costituzionalmente riconosciuto, che può rappresentare la vera novità istituzionale per far ripartire lo sviluppo dei territori e del Paese».


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