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Danno erariale al segretario direttore generale senza «compiti aggiuntivi»

di Arturo Bianco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il conferimento dell'incarico di direttore generale al segretario in un piccolo Comune determina la maturazione di responsabilità amministrativa nel caso in cui non sia prevista l'assegnazione di compiti aggiuntivi rispetto a quelli che sono tipici del segretario. Altra fonte di responsabilità è la fissazione del compenso in misura elevata e senza un'adeguata motivazione. Questa responsabilità matura in capo sia al sindaco sia al segretario e in misura più elevata in capo al segretario per la sua competenza professionale. Sono queste le indicazioni contenute nella sentenza 65/2016 della Corte dei conti della Lombardia.

I compiti «ordinari»
La sentenza si segnala per la nettezza con cui stabilisce il principio che la remunerazione spetta solo in caso di conferimento di incarichi che determinano lo svolgimento di attribuzioni ulteriori rispetto a quelle ordinariamente spettanti.
La pronuncia dei giudici contabili parte dalla considerazione che, sulla base delle previsioni normative in vigore, ai segretari possono essere attribuiti «poteri gestionali». È un elemento di grande rilievo, perché segnala una netta presa di distanza dall'impostazione in base al quale al segretario spettano unicamente compiti di consulenza giuridica, e al più di coordinamento dei dirigenti o, nei Comuni che ne sono sprovvisti, dei responsabili. Si prende così atto di una scelta assai diffusa, in particolare nei piccoli Comuni, in cui ai segretari sono affidate responsabilità di importanti articolazioni organizzative. Su questo aspetto si deve approfondire se il principio si applica dopo l'entrata in vigore della legge anticorruzione, che ha assegnato di norma al segretario il compito di responsabile per la prevenzione della corruzione: la sentenza tralascia questo aspetto perché si occupa di un fatto avvenuto prima.

Soldi in più solo per attività aggiuntive
Il primo punto di maggiore rilievo della pronuncia è costituito dal giudizio di illegittimità dell'erogazione di compensi per lo svolgimento di attività che sono ascrivibili ai compiti del segretario, compiti che sono la sommatoria di quelli previsti dal legislatore e di quelli aggiuntivi che possono essere svolti. Gli incarichi aggiuntivi sono quelli che il contratto nazionale integrativo del 2003 ha messo alla base della maggiorazione dell'indennità di posizione.
Viene sottolineato inoltre che nella fissazione del compenso occorre tenere conto della dimensione dell'amministrazione, nel caso specifico un Comune con popolazione di poco superiore a mille abitanti e con meno di dieci dipendenti in servizio. È del tutto evidente che in un ente di queste dimensioni non si deve andare a «compensi spropositati»: in ogni caso la misura del trattamento economico aggiuntivo va adeguatamente motivata.
La responsabilità amministrativa matura sia per il sindaco che ha conferito l'incarico sia per il segretario che non ha evidenziato l'illegittimità del compenso a fronte dei compiti assegnati. Essa è stata fissata in misura prevalente in capo al segretario (60%) rispetto al sindaco (40%), in considerazione della sua competenza professionale. La scelta contiene tutti gli elementi perché la condotta del segretario e dei sindaco possa essere giudicata come caratterizzata da colpa grave. Il raggiungimento degli obiettivi assegnati non costituisce un'esimente rispetto alla maturazione della responsabilità.

Danno erariale al netto
Infine la sentenza, che per questo aspetto si segnala come innovativa, fissa la sanzione pecuniaria per il danno arrecato all'ente calcolando gli emolumenti corrisposti al netto: ciò viene spiegato con riferimento a «una condivisa visione allargata ed unitaria della finanza pubblica».


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