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Città metropolitane, Anci: «Bene avvio tavolo di coordinamento, prossimo biennio decisivo per decollo definitivo»

di Emiliano Falconio

«Salutiamo con piacere la visita del ministro Costa che riallaccia un filo interrotto con il ministero degli Affari regionali. E accogliamo con lo stesso piacere la volontà espressa ieri dal ministro di avviare un tavolo permanente sulle Città metropolitane. È chiaro a tutti che questo e il prossimo sono gli anni decisivi per il decollo definitivo di questo nuovo ente». Così il sindaco di Firenze e coordinatore delle Città metropolitane Anci, Dario Nardella, al termine del coordinamento delle Città metropolitane Anci a cui ha preso parte il ministro per gli Affari regionali Enrico Costa.
«Per prima cosa – ha detto Nardella – abbiamo consegnato al ministro il progetto start city realizzato in collaborazione con Intesasanpaolo e Ambrosetti e presentato nei mesi scorsi a Firenze. In questo progetto sono racchiuse tutte le caratteristiche e le potenzialità delle Città metropolitane ed è un lavoro che vuole interpretare alla lettera la filosofia che sta sotto la Legge Delrio ovvero un nuovo ente su cui puntare per la crescita economica e l'innovazione del nostro Paese».

Agenda condivisa Anci e ministero
Ma per «interpretare al meglio questo ruolo – ha proseguito il sindaco di Firenze – serve superare alcune criticità che permangono, al centro del continuo confronto aperto da tempo con il governo che ha portato, e ne siamo soddisfatti, a un contributo nell'ultima Legge di Stabilità di 250 milioni che equivale al taglio subito. Ora però serve un quadro altrettanto tranquillizzante per il 2016».
Nardella ha quindi ribadito «la piena disponibilità dei sindaci metropolitani a prendersi le proprie responsabilità ma occorre dire con chiarezza che siamo di fronte a enti nuovi e diversi che necessitano di differenti considerazioni politiche e amministrative. Siamo quindi pronti ad adottare un'agenda condivisa per lo sviluppo del Paese e proprio ieri abbiamo avviato un progetto con il ministero degli Esteri che mira anche a dare respiro internazionale ai nostri territori tramite l'internazionalizzazione e la promozione fuori confine delle nostre imprese».

Il tavolo permanente
«La mia presenza qui è una dimostrazione significativa dell'attenzione particolare che il governo dimostra alle Città metropolitane. L'obiettivo condiviso è fare in modo di attivare politiche differenziate a seconda delle caratteristiche, perché diverse sono le esigenze delle aree urbane rispetto al resto del territorio e diversi devono essere gli interlocutori». Queste le parole del ministro per gli Affari regionali Andrea Costa che ha tenuto però a rimarcare come «l'interlocuzione con il coordinamento delle Città metropolitane dell'Anci deve radicarsi alla fine in provvedimenti concreti, efficaci e veloci. Per questo – ha aggiunto – la mia proposta di attivare un tavolo permanente di confronto da cui seguire, passo dopo passo, la crescita del nuovo ente costituzionale. E' necessario mettere le Città metropolitane in condizione di funzionare – ha continuato il ministro - e abbiamo individuato nel metodo del confronto continuo la strada da seguire. Le città metropolitane – ha aggiunto – si trovano oggi in debito d'ossigeno a fronte di eredità che si sono ritrovate dal passato. Si tratta di organismi che rappresentano la spina dorsale del Paese, ci deve essere una loro identità e dignità. Ad esempio sui fondi strutturali è importante che venga data continuità all'esigenza di considerare le esigenza delle città metropolitane come unitarie e con una vita propria».

Il rapporto con le Regioni
Ricordando poi al ministro Costa i nodi ancora da sciogliere, dalla necessità di azzerare le sanzioni per sforamento del Patto di stabilità fino a una normativa definitiva riguardo gli schemi di convenzione per accedere ai fondi del Pon Metro, il coordinatore delle Città metropolitane Anci ha parlato del rapporto con le Regioni, tema ancora irrisolto. «Le Regioni – ha detto – non devono temere la nostra forza perché noi rappresentiamo il loro volto dinamico e concorriamo, insieme a loro, a diventare la frontiera innovativa del Paese. È indubbio che a oggi la Città metropolitana è la vera innovazione istituzionale e questo non deve preoccupare ma rappresentare un moltiplicatore di fattori positivi per il territorio. E però indubbio che serve una normativa univoca nei rapporti tra Città e Regioni, senza procedere a macchia di leopardo, così come è necessario avere un canale di dialogo autonomo e diretto con un dicastero importante come quello degli Affari regionali». In definitiva l'auspicio finale del sindaco di Firenze è quello di «mettere fine a discussioni basate sempre sulle emergenze, per andare verso una agenda chiara e condivisa che punti a rilanciare definitivamente le Città metropolitane e l'incontro di oggi rappresenta un primo e importante passo».


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