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Stati generali delle amministratrici, Anci: «Serve balzo in avanti a favore delle donne. Nel 2030 parità genere in tutte istituzioni»

di Redazione Anci

«Cogliere questa ricorrenza per rafforzare azioni concrete per una politica che faccia salti avanti nelle misure concrete a difesa delle donne». Così il presidente del Consiglio nazionale dell'Anci Enzo Bianco, intervenendo agli Stati generali delle Amministratrici che si sono svolti ieri a Roma.
Nella ricorrenza dei 70 anni al voto delle donne, Bianco sottolinea «il lavoro dell'Anci propedeutico alle celebrazioni di oggi: presentiamo infatti quattro volumi, quattro ricerche svolte dall'Anci sui temi della presenza femminile nelle istituzioni e nella società, che possono essere a nostro parere validi spunti per politiche effettive di sostegno alla lotta alle violenze sulle donne». In particolare, Bianco si concentra sulla questione della violenza di genere: «È davvero intollerabile - afferma - la quotidiana azione di efferata violenza contro le donne, dentro e fuori le mura domestiche».

Celebrando il 70esimo anniversario del voto alle donne
«Grazie per aver voluto questo momento di riflessione su come cambia il potere grazie alle donne. Oggi parliamo di questioni che ci impongono di fare un passo indietro», così nel suo intervento la presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini. «Il 2016 è l'anno in cui abbiamo il piacere di celebrare il 70esimo anniversario del voto alle donne. Prima del 1946 le donne erano solo mogli e madri perché così voleva il fascismo, le donne non potevano avere un ruolo sociale né politico. Quelle donne che ci portarono al voto purtroppo sono state dimenticate e per questo vi anticipo – ha aggiunto - che proprio in occasione di questa celebrazione alla Camera dedicheremo una sala alle donne per sottolineare la storia del percorso delle donne nelle istituzioni».
La presidente Boldrini ha poi elencato una serie di date fondamentali nel percorso di crescita ed emancipazione delle donne. «Solo nel 1981 è stato cancellato il delitto d'onore e il matrimonio riparatore – ha sottolineato – e abbiamo dovuto aspettare il 1996 perché lo stupro venisse considerato reato contro la persona e non contro la morale. Solo nel 1963 le donne poterono iniziare ad entrare in magistratura. Un altro spartiacque in cui c'è un prima e un dopo».
«Molti indicatori – ha aggiunto la presidente della Camera - ci indicano che non è tempo di riposarsi, perché ancora c'è da fare anche se una buona notizia c'è ed è che in questo Parlamento le deputate e le senatrici sono il 30 per cento. E consapevole di questo dato importante ho fatto una serie di iniziative per sottolineare la presenza delle donne, in primis l'istituzione di un intergruppo donne per far dialogare le donne di diversi gruppi politici».
Boldrini ha evidenziato nel suo intervento che «dove ci sono le donne ci può essere una politica diversa e quindi le donne devono imparare a non delegare ad altri quello che riguarda loro. Dobbiamo adoperaci per rimuovere gli ostacoli che ognuna di noi ha trovato nel suo percorso professionale per le altre donne e questa generosità – ha detto - è necessaria se vogliamo portare avanti questo cammino».
E proprio parlando della rappresentanza femminile in politica, la presidente Boldrini si è dichiarata non propriamente a favore delle quote rosa ma, ha sottolineato l'importanza di questa "forzatura" perché così si è ottenuto un aumento della presenza delle donne nei consigli comunali ad esempio.

L'emancipazione nel linguaggio
Un passaggio è stato fatto anche sull'importanza di questo percorso di emancipazione nel linguaggio. «Penso – ha detto - che questo percorso è importante ed è importante usare anche nel linguaggio il genere. Il linguaggio è rilevante denota la struttura di potere» e ha invitato tutti e tutte a «fare una riflessione su questo e a utilizzare termini come sindaca, assessora, ministra. Questo stabilisce un principio di ugualità e parità che verrebbe meno se accettassimo la mascolinizzazione».
«Bisogna riconoscere alle donne quello che è delle donne – ha concluso il presidente Boldrini – e l'eguaglianza sarà tale quando tutte le donne riusciranno a raggiungerla. Abbiamo accanto a noi tre quarti di donne nel mondo che non hanno diritti. Dobbiamo combattere con loro per migliorare la loro condizione. La strada è ancora lunga ma riusciremo a portarla avanti insieme a tante donne che sono rimaste indietro».

Una proposta per il futuro
Prendendo spunto dal grande lavoro svoltosi nella giornata, voglio lanciare una proposta che parte dalla complessa situazione che vive l'Unione europea in questo momento: Donne al potere (in senso lato) obiettivo 2030: 50% donne, 50% uomini. Questo vuol dire che bisogna che il nostro Paese deve diventare protagonista di un nuovo obiettivo, ovvero che entro il 2030 in tutti i luoghi di potere istituzionale e privato ci sia parità». Lo ha detto la Segretaria Generale Anci Veronica Nicotra intervenendo agli Stati generali delle Amministratrici ieri a Roma. In tal senso, Nicotra ha invitato a «lavorare su misure strutturali e organiche che accompagnino l'Italia a fare quel salto di qualità necessario». «Molto lavoro c'è da fare, alcune amministrazioni hanno buone prassi e quindi – ha concluso - scriviamo un documento da portare come Italia in sede europea e credo che questo sia il miglior modo per onorare chi ci ha preceduto e per andare avanti».

Gli interventi
Leggi le dichiarazioni del Segretario generale dell'Anci Veronica Nicotra; della delegata Anci alle Pari Opportunità Alessia De Paulis; della presidente della Commissione Anci Pari Opportunità Simona Lembi; di Linda Laura Sabatini(Istat); presidente della Commissione Immigrazione dell'Anci Irma Melini; dell' assessore alle Politiche delle Pari opportunità del Comune di Modena, Andrea Bosi; del sottosegretario Sesa Amici; della presidente della Commissione Istruzione dell'Anci Cristina Giachi; dell'onorevole Stefania Prestigiacomo; la presidente dell'Istituto Alcide Cervi Albertina Soliani; la presidente della Fondazione Nilde Iotti, Livia Turco; il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.


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