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Città metropolitane, resta in carica il consigliere comunale non rieletto che subentra al nuovo assessore

di Ulderico Izzo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il Tribunale di Napoli, con l'ordinanza 4 marzo 2016, ha dichiarato l'illegittimità della delibera del consiglio metropolitano di Napoli che aveva dichiarato decaduto un consigliere, poiché questi non era stato rieletto nella carica di consigliere comunale all'atto della proclamazione ma era subentrato ad altro consigliere comunale che decadeva ex lege per aver accettato l'incarico di assessore comunale.
Il provvedimento del Tribunale partenopeo assume notevole rilievo giuridico, poiché si occupa di una fattispecie rispetto alla quale non si ritrovano precedenti giurisprudenziali, considerata la giovane età della legge Delrio.
La decisione in rassegna comporta la necessità di una dovuta premessa, quale quella di specificare le modalità di elezione cosiddetta «indiretta o di secondo livello» dei consigli metropolitani, quali organi di indirizzo e controllo delle città metropolitane, che sono subentrate e succedute, dal 1° gennaio 2015, alle Provincie di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria.
Il consiglio metropolitano è eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei Comuni della città metropolitana e sono eleggibili a consigliere metropolitano solo i sindaci e i consiglieri comunali in carica.
L'elezione avviene sulla base di liste concorrenti, composte da un numero di candidati non inferiore alla metà dei consiglieri da eleggere e comunque non superiore al numero dei consiglieri da eleggere, sottoscritte da almeno il 5% degli aventi diritto al voto.

Il fatto
Un consigliere comunale di un comune della città metropolitana di Napoli, in sede di prima attuazione della legge 7 aprile 2014 n.56, viene eletto nella carica di consigliere metropolitano. Durante la consiliatura metropolitana, causa scadenza naturale del mandato, si deve rinnovare il consiglio comunale di cui il consigliere metropolitano ne fa parte. All'esito della proclamazione degli eletti, il consigliere risulta non eletto e risulta tra i primi tre non eletti. Nello stesso giorno in cui vi è la proclamazione degli eletti, il sindaco ha provveduto alla nomina degli assessori, scegliendo anche tre consiglieri già eletti, i quali, al momento dell'accettazione della nomina assessorile, sono decaduti ex lege. Il Sindaco, poi, provvede a inviare la convocazione della prima seduta del Consiglio Comunale ai consiglieri eletti e subentranti.
Poiché il consigliere metropolitano non è stato riconfermato nella carica di consigliere comunale, che rappresenta la conditio sine qua non per essere eletto consigliere metropolitano ovvero continuare a permanere nella carica, il Consiglio metropolitano di Napoli, ne ha dichiarato la decadenza con deliberazione prontamente impugnata dinanzi al giudice ordinario, così come previsto dal decreto legislativo 150/2011.

La decisione
Il giudice, ritenuto a contenuto formale la disposizione del comma 39 dell'articolo 1 della legge 56/2014 (Non si considera cessato dalla carica il consigliere eletto o rieletto sindaco o consigliere in un comune della città metropolitana), ritenendo che debba considerarsi eletto sia il consigliere proclamato tale dall'ufficio elettorale, sia colui che essendo subentrato a un consigliere comunale decaduto per effetto dell'accettazione della nomina di assessore non ha di fatto mai cessato di ricoprire la carica di consigliere comunale, sulla base del parere del Consiglio di Stato n. 2755/05, in base al quale il subentro automatico, disciplinato dall'articolo 64 del Tuel è una norma speciale che non consente di ravvisare alcun momento nel quale il Consiglio perda uno dei suoi componenti.

Conclusioni
La decisone è sì meritevole di apprezzamento, in quanto decide, pur in sede di sommaria cognizione, una peculiare fattispecie, ma lascia spazio ad opportune riflessioni.
A parere di chi scrive una cosa è l'elezione alla carica di consigliere per effetto della proclamazione del risultato elettorale, cioè la manifestazione della volontà del corpo elettorale che ha valore costitutivo, altra cosa, invece è l'elezione alla carica di amministratore locale per effetto del subentro automatico da parte dei primi non eletti; è vero che una assise democraticamente eletta deve funzionare sin dalla sua prima convocazione, ma proclamazione e subentro sono due cose distinte.
Inoltre, non si può accantonare la peculiarità della legge Delrio che è legislazione ad hoc per i consigli metropolitani e provinciale, ai quali non si applica più la legislazione del Tuel. Il caso di cui è stato investito il Tribunale di Napoli non è definitivo, in quanto è stato proposto appello e della cosa quasi certamente se ne occuperà anche la Corte di Cassazione.


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