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Il j'accuse di Corte Conti: in Toscana indagini impossibili per la «resistenza» degli enti

di Silvia Pieraccini

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

È un atto d'accusa in piena regola contro gli enti locali – e la loro allergia al controllo della gestione del denaro pubblico - quello lanciato oggi, all'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti della Toscana, dal presidente della sezione giurisdizionale Ignazio Del Castillo. Secondo il magistrato, non solo «molti enti non depositano i conti giudiziali» o «li depositano saltuariamente», ma addirittura non forniscono – a richiesta della Corte - la documentazione giustificativa della gestione, pregiudicando così l'esito del giudizio e moltiplicando le prescrizioni (che intervengono dopo cinque anni).
Il comportamento di vari Comuni è «eufemisticamente definibile scarsamente collaborativo», ha sottolineato Del Castillo, al punto da aver indotto i magistrati contabili ad adottare 105 ordinanze nel 2015 (di cui 49 riguardano l'agente della riscossione Equitalia) che impongono l'obbligo e il periodo di conservazione dei documenti giustificativi per l'esame del conto giudiziale. La conclusione della Corte dei Conti della Toscana è pesante: «Siamo ancora lontani dalla piena osservanza dell'obbligo di deposito – ha affermato Del Castillo – e, nonostante la normativa vigente da oltre 20 anni, gli enti locali non sembrano ancora avere le idee chiare su quali conti debbano essere inviati alla Corte».
Da qui la confusione attuale: molti enti che non depositano i conti, altri che li depositano saltuariamente, altri ancora che depositano conti di agenti contabili che non sono tali. Per questo Del Castillo lancio un invito: «La sezione giurisdizionale è disponibile a incontrare le amministrazioni che volessero spontaneamente assolvere l'obbligo di resa dei conti giudiziali, senza attendere che la Procura esperisca l'azione per resa di conto». La Corte dei Conti si propone di fornire assistenza nell'individuazione degli agenti contabili, sulle modalità di redazione dei conti, della loro parifica e di deposito (che dal 2015 può avvenire in via telematica).
Tra i giudizi della Corte che restano sospesi ci sono quelli sui conti dei gruppi consiliari della Regione Toscana, che l'anno scorso sollevarono grande polemica: la Regione li ha qualificati rendiconti amministrativi, e non conti giudiziali, facendo ricorso alla Corte Costituzionale (che le ha dato ragione) e, per regolamento di giurisdizione, alla Corte di Cassazione, che deve ancora pronunciarsi.


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