osservatorio anci-ifel

Necessario escludere gli enti territoriali dal blocco dei dirigenti

di Agostino Bultrini

Una chiara definizione in via interpretativa dell'ambito applicativo delle norme sulla dirigenza contenute nella legge di stabilità 2016, questa la richiesta dell'Anci alla Conferenza unificata. Un chiarimento tanto più urgente a fronte dell'ormai imminente scadenza del termine (30 aprile) per l'approvazione dello schema di bilancio di previsione 2016 e della conseguente programmazione delle assunzioni di personale nei Comuni.

Il problema riguarda in particolare la previsione contenuta nel comma 219 della legge di stabilità, che stabilisce l'indisponibilità dei posti dirigenziali vacanti al 15 ottobre 2015, norma che per l'Anci e le Regioni non è applicabile alle autonomie territoriali.
Tale previsione infatti fa espresso riferimento ai posti dirigenziali vacanti «di prima e seconda fascia» - articolazione non presente in ambito regionale e locale - come rideterminati in applicazione dell'articolo 2 del decreto legge 95/2012, norma, quest'ultima, relativa alla dirigenza dello Stato.

Questi i principali argomenti evidenziati, insieme a ulteriori ragioni di ordine sistematico, nel documento di approfondimento tecnico che l'Anci consegnerà oggi in riunione tecnica di Conferenza unificata e su cui verterà il confronto tecnico con il Governo prima di quello politico che dovrebbe avvenire il 24 marzo.

(*) Responsabile Dipartimento Affari istituzionali, politiche per il personale e relazioni sindacali dei Comuni


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