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Altri due anni di blocco per le auto blu: reato usarle nel tragitto casa-ufficio

di Gianni Trovati

Le pubbliche amministrazioni non potranno acquistare o noleggiare auto blu per altri due anni, fino al 31 dicembre 2017. Viene espresso per legge il divieto di utilizzare l'auto di servizio nei tragitti casa-ufficio, che diventa quindi reato (peculato d'uso, punibile da sei mesi a tre anni). Il parco auto delle amministrazioni pubbliche sarà poi sottoposto a un nuovo censimento annuale, che questa volta è accompagnato dalle sanzioni per i tanti uffici che non hanno risposto alle rilevazioni di questi anni: la "multa", da 500 a 10mila euro, sarà a carico del «responsabile della mancata comunicazione», e il compito di colpirlo sarà affidato all'Anac.

Il voto
Dopo sei mesi passati alla commissione Affari costituzionali della Camera, che l'hanno cambiato in profondità, è arrivato ieri all'approvazione dell'Aula il disegno di legge targato Movimento 5 Stelle (primo firmatario Giorgio Sorial) che prova a imporre un altro taglio alle almeno 23mila auto di servizio della Pubblica amministrazione, il cui costo è stimabile intorno ai 400 milioni di euro all'anno. Senza voti contrari (ovviamente), 19 astenuti e 387 favorevoli, la Camera ha consegnato il testo al Senato, ma l'intesa fra i gruppi è solo nei numeri del voto. «La nostra tenacia ha avuto la meglio per una legge che hanno tentato di affossare per due volte», rilanciano i Cinque Stelle, mentre il Pd per bocca di Emanuele Fiano rivendica alla maggioranza di aver costruito in commissione un testo che «mette fine a un malcostume indecente ma evita pulsioni populistiche e demagogiche di una certa frangia dell'opposizione». Fuori dal coro Francesco Paolo Sisto, di Forza Italia, che parla di «tanto rumore per nulla, perché la legge ripropone regole che già ci sono».

Che cosa cambia
Rispetto alla formulazione iniziale, che chiudeva per sempre la porta ad acquisti e leasing di auto di servizio, il disegno di legge ha subito parecchie modifiche, anche per adeguarlo alle esigenze emerse qua e là nel corso dell'esame. Il blocco biennale di acquisti e noleggi, per esempio, replica quello già previsto fino al 31 dicembre scorso dalle vecchie norme, ma per le Regioni diventa una «disposizione di principio ai fini del coordinamento della finanza pubblica» perché la sentenza 43/2016 della Corte costituzionaleha appena dichiarato illegittimi i vecchi tagli puntuali alle auto dei governatori (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 4 marzo).

Gli effetti per i Comuni
Le novità investono però in pieno Comuni, Città metropolitane e Province, tutti enti che finora erano stati coinvolti nei tagli ma esclusi dai vincoli sulle modalità di utilizzo scritti nel decreto varato da Palazzo Chigi nel settembre del 2014. Proprio in quel decreto era anche fissato il divieto di utilizzare l'auto di servizio per gli spostamenti da casa all'ufficio, che ora entra nella legge aprendo la porta alla contestazione del reato.
L'altra novità rilevante è nella sanzione per chi non risponderà al censimento annuale, nel tentativo di scrivere finalmente un elenco completo delle auto blu. L'ultimo censimento, diffuso dalla Funzione pubblica il 29 febbraio, parla di 23.203 vetture nel 2015 contro le 66.619 dell'anno prima, per effetto dei tagli già scritti, ma alle richieste di dati continua a sfuggire quasi il 70% dei Comuni e il 25% di Province e Città metropolitane. Vero è che soprattutto negli enti medio-piccoli spesso le auto blu non esistono: per queste amministrazioni, il nuovo obbligo di risposta si limiterà a infittire ancora la sequela degli adempimenti.


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