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Comuni italiani 2016, «Numeri in tasca»: mappe e dati per raccontare l'Italia

di Tommaso Ulivieri (*)

Una fotografia degli 8.003 Comuni italiani che consente di approfondire le loro principali caratteristiche grazie all'analisi degli ultimi dati disponibili, relativi ad ambiti istituzionali, economico-finanziari e socio-demografici. È questo, in estrema sintesi, il contenuto dell'ultima pubblicazione Ifel «I comuni italiani 2016 - Numeri in tasca» scaricabile dal sito della fondazione.
I dati presentati, suddivisi per area tematica, consentono di approfondire numerosi aspetti relativi all'eterogeneo mondo delle amministrazioni comunali italiane. Tra i numerosi dati presenti nello studio, è possibile isolarne alcuni per riflettere su diverse dinamiche che coinvolgono a vario titolo i Comuni italiani.

I sindaci alla guida dei comuni italiani
Un dato particolarmente interessante riguarda l'universo dei "primi cittadini" italiani e la sua composizione per genere e fascia d'età. La rappresentanza di genere tra i sindaci è ancora molto lontana dal livello di parità: tra i primi cittadini attualmente in carica, la rappresentanza femminile si attesta sul 13,6% del totale, con i Comuni dell'Emilia Romagna che fanno registrare il dato in assoluto più elevato, pari al 20,7%. È nel Sud del Paese, invece, che si osserva un netto calo di questo dato, con l'eccezione dei Comuni abruzzesi (11,3%) e sardi (14,7%). Tra le amministrazioni siciliane l'incidenza di sindaci donna arriva a toccare il 5,3%, oltre otto punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale.
Guardando alla diffusione dei giovani sindaci, dei 7.791 primi cittadini dei quali è possibile conoscere l'età, quelli sotto i 35 anni sono complessivamente 407, pari al 5,2% del totale. Rispetto a questo dato, il quadro delle diverse regioni è piuttosto eterogeneo: ai 14 giovani sindaci alla guida di Comuni molisani, corrispondenti al 10% dei primi cittadini della regione, fanno da contraltare le amministrazioni comunali pugliesi, dove solo l'1,6% dei sindaci ha meno di 35 anni.

Quanto e come spendono i Comuni
Ogni omune italiano spende mediamente una cifra pari a 920,7 euro pro capite, con una netta prevalenza della spesa corrente (749,9 euro) rispetto a quella in conto capitale (149,3 euro). Anche in termini di spesa è possibile osservare uno scenario particolarmente differenziato tra le regioni italiane. Si passa dal dato dei Comuni della Valle d'Aosta e del Trentino Alto Adige, dove la spesa complessiva supera i 2mila euro per abitante, a quello dei Comuni pugliesi che spendono mediamente 639,9 euro pro capite, attestandosi nettamente al di sotto della media nazionale.
Un'altra interessante informazione emerge dalla relazione tra il livello di spesa dei Comuni e la loro classe di ampiezza demografica. In questo caso, dati largamente superiori rispetto al valore medio si registrano nei Comuni appartenenti alle due fasce estreme: in quelli più piccoli, con meno di 2mila abitanti, la spesa pro capite raggiunge i 1.323,5 euro pro capite, mentre le 12 città con più di 250mila abitanti spendono mediamente 1.439,7 euro pro capite.

Fonti rinnovabili: un Comune su tre produce energia pulita
L'utilizzo di fonti rinnovabili costituisce un fattore decisivo nella produzione di energia a bassa impronta ambientale con un positivo impatto sulla tutela della qualità della vita. I dati elaborati da Ifel ci consegnano un Paese in cui quasi un Comune su tre (29,7%) ospita nel proprio territorio almeno un impianto alimentato a fonti rinnovabili. I Comuni delle regioni settentrionali confermano il maggior utilizzo di fonti rinnovabili all'interno dei loro territori: in tutte le regioni del Nord la percentuale di Comuni con impianti alimentati a fonti rinnovabili supera il dato medio nazionale, con l'unica eccezione delle amministrazioni comunali liguri che si fermano al 20,4 per cento. Lo scenario muta radicalmente al Sud, dove si osservano valori ampiamente inferiori alla media del Paese, con la rilevante eccezione dei Comuni pugliesi che nel 40,3% dei casi ricorrono alla produzione di energia con fonti rinnovabili.

La costante crescita della popolazione straniera
La popolazione straniera residente nel nostro Paese è in continua crescita, con un incremento che negli ultimi 10 anni è pari al 108,7 per cento. Complessivamente sono oltre 5 milioni gli stranieri residenti nel territorio italiano e più di un milione di loro risiede nei Comuni lombardi. Il trend di crescita dei residenti stranieri nel nostro Paese è comune a tutte le regioni italiane, ma fa segnare i picchi maggiori nei Comuni della Basilicata (+207,4%) e della Calabria (+192,8%).
Altrettanto interessante il dato relativo all'incidenza degli stranieri rispetto alla popolazione complessiva: in questo caso gli indici più elevati si registrano nei Comuni dell'Emilia Romagna (12,1%) e della Lombardia (11,5%). Al contrario, i Comuni sardi, con il 2,7%, presentano in assoluto il dato più contenuto.
Queste sono solo alcune delle informazioni inserite nel volume Ifel che affianca, a ogni singolo dato analizzato, una mappa georeferenziata con la quale è possibile avere un'istantanea del tema trattato e, al tempo stesso, un quadro d'insieme dell'Italia raccontata attraverso i suoi 8.003 Comuni.

(*) Dipartimento Servizi ai Comuni Ifel


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