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Comitato interministeriale delle politiche europee: il fulcro del processo di partecipazione italiana alla legislazione Ue

di Moira Rotondo (*)

Ha avuto luogo ieri a Palazzo Chigi la prima riunione del 2016 del Comitato Interministeriale delle Politiche Europee (Ciae), presieduto dal Sottosegretario Sandro Gozi. Il Comitato, istituito dall'articolo 2 della legge 234/2012 e regolato dal Dpr 118/2015, rappresenta il fulcro del complesso processo di partecipazione italiana alla fase ascendente e discendente della legislazione Ue, ma non solo. Oltre a coordinare la formazione di una posizione italiana sugli atti dell'Unione europea, ne monitora il puntuale adempimento.

Le competenze e il funzionamento
Proprio al fine di consentire il puntuale adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, il Ciae può, nell'ambito delle proprie funzioni:
• esprimere valutazioni e segnalazioni in merito allo stato di conformità dell'ordinamento interno e degli indirizzi di politica del Governo agli atti normativi e di indirizzo emanati dagli organi dell'Unione europea e formulare le direttive e gli indirizzi conseguenti;
• pronunciarsi sulle misure urgenti per l'adeguamento agli obblighi derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea formulando valutazioni e proposte;
• adottare linee guida per il coordinamento delle amministrazioni dello Stato in vista della approvazione dei disegni di legge europea e di delegazione europea, sulla base degli indirizzi del Parlamento, delle indicazioni delle amministrazioni interessate e del parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano;
• formulare valutazioni e proposte ai fini dell'esercizio dei poteri sostitutivi previsti dall'articolo 41 della legge 234/2012, esprimendosi sulla opportunità di intervenire con provvedimento legislativo;
• formulare valutazioni e proposte in merito alle azioni necessarie per prevenire il contenzioso dell'Unione europea;
• pronunciarsi su qualunque altro argomento sia sottoposto alla sua attenzione dall'Amministrazione di settore competente.
In virtù delle sue competenze trasversali, a esso partecipano il Ministro degli affari esteri, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, il Ministro per la coesione territoriale e gli altri Ministri aventi competenza nelle materie oggetto dei provvedimenti e delle tematiche all'ordine del giorno. Sono di fatto invitati permanenti l'Anci e la Conferenza delle Regioni.
Si riunisce con cadenza mensile affrontando i principali temi in agenda a Bruxelles o a Strasburgo e i suoi lavori sono preparati dal Comitato Tecnico di Valutazione di cui al Dpr 119/2015

L'incontro di ieri
Tra i principali temi affrontati ieri nel corso dell'incontro si segnalano il programma di lavoro del semestre di Presidenza olandese (gennaio-giugno 2016), le prospettive di revisione del Quadro Finanziario Pluriennale Ue, gli sviluppi delle politiche migratorie dopo il Consiglio informale Giustizia e Affari Interni del 25 gennaio scorso, oltre al consueto aggiornamento sulle procedure d'infrazione che interessano il nostro Paese.
Ma la discussione ha toccato anche alcuni appuntamenti importanti per l'Unione come il referendum britannico per la permanenza nell'Ue e il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, che cadrà il 25 marzo 2017. Numerose sono le iniziative in preparazione per la celebrazione di questa data di fondamentale importanza per la storia del nostro continente, occasione imperdibile di rilancio dell'intero processo d'integrazione europea, negli ultimi anni decisamente appannato dalle crisi economiche, migratorie e di sicurezza internazionale.

(*) Responsabile Ufficio di Coordinamento Comitato delle Regioni, Politiche e progetti dell'Unione europea, Sviluppo locale Anci


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