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Start city, Fassino chiede «risorse adeguate»: lo Sviluppo economico parte con 65 milioni

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Città metropolitane pronte al decollo ma servono risorse adeguate, un'agenda strategica, più flessibilità e autonomia e che ne nessun «fardello» dal passato ne freni lo sviluppo. È quanto emerge dalla prima giornata al Forum Start City, promosso dall'Anci in partnership con Intesa Sanpaolo e in collaborazione con The European House - Ambrosetti, nel corso della quale si è registrato anche l'impegno del ministero dello Sviluppo economico che ha messo a disposizione 65 milioni di euro e due progetti.
«Il 2015 è stato un anno di transizione che, grazie alla grande determinazione dei sindaci, ci ha permesso di implementare l'istituzione delle Città metropolitane. Il 2016 deve essere invece l'anno del definitivo decollo se vogliamo che questo ente sia davvero il motore di sviluppo e innovazione del nostro Paese», ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, in un passaggio della sua relazione introduttiva.
Tuttavia non mancano le criticità ed è stato Fassino stesso a fare il punto.

Le criticità
Prima fra tutte, la dimensione territoriale fatta coincidere con quella delle vecchie Province. Poi la mancata distinzione in fatto di governance fra organi rappresentativi e organi esecutivi. Tuttavia, la criticità principale resta legata all'insufficienza di risorse.
«Nella legge di stabilità s'è fatto un passo in avanti nel riconoscere alle città metropolitane le risorse necessarie allo svolgimento della loro funzione di regia, di politiche di sviluppo, pianificazione di servizi a livello territoriale - ha detto Fassino - Non è ancora un passo sufficiente ma è un buon passo: noi intanto ci apprestiamo ad aprire un confronto con il Governo per completare e integrare un quadro finanziario adeguato alle politiche che le città metropolitane devono realizzare».

Il problema dello sforamento del patto
Un confronto con il Governo in cui già si lavora sul problema dello sforamento dal patto di stabilità. «Le città metropolitane devono "partire da zero". No, quindi, a eventuali sanzioni legate agli sforamenti dei patti di stabilità ereditati dalle vecchie province», ha detto il sindaco di Firenze e coordinatore Anci delle città metropolitane, Dario Nardella che ha definito questa riforma come la più importante in fatto di governo locale realizzata negli ultimi anni, immaginandone il funzionamento come quello di un’orchestra di 14 strumenti (si veda anche l'articolo pubblicato sul quotidiano degli enti locali di ieri). «Non chiediamo un trattamento privilegiato. Riconosciamo all'esecutivo un grande passo in avanti: l'aver azzerato in legge di stabilità tutti i 250 milioni di euro di taglio che era stato previsto. Speriamo che dopo questo passo arrivi anche quello relativo alle sanzioni dello sforamento», conclude Nardella.

I progetti del Mise
Il ministero dello Sviluppo economico entra in ballo con due misure di policy, secondo quanto ha spiegato il sottosegretario Simona Vicari, presente al Forum. La prima misura consiste in 15 milioni di euro dal fondo per l'efficienza energetica (con possibilità di moltiplicare questo stanziamento grazie al supporto di Bei e Cdp) «ha l'obiettivo di creare infrastrutture abilitanti all'interno dei quartieri pilota delle aree metropolitane per rafforzare infrastrutture e servizi energetici piu' efficienti e consessi alla banda ultralarga». La seconda misura, ha proseguito Vicari - «prevede 50 milioni di euro dal fondo crescita sostenibile destinati alle 14 aree metropolitane che, in coppia tra loro, individueranno 7 fabbisogni innovativi attraverso progetti di pre-commercial procurement. In questa ultima misura il Mise finanzierà alle aziende il 100% per la ricerca e sviluppo mentre alle aree metropolitane sarà riservata la possibilità di acquistare queste soluzioni con le risorse previste dal Pon metro».
Sempre al Forum e in linea con queste politiche, si segnala l'impegno del colosso francese Engie che lancia un fondo da 100 milioni di euro per investire in startup tecnologiche e green, anche in ambito urbano e nello sviluppo sostenibile, come ha ha annunciato il presidente di Engie, Aldo Chiarini.


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