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Anticorruzione: in arrivo entro il 31 gennaio l'aggiornamento del Piano triennale di prevenzione

di Maria Rosaria Di Cecca (*)

Entro il prossimo 31 gennaio i Comuni dovranno adottare, su proposta del responsabile anticorruzione, l'aggiornamento del Piano triennale di prevenzione della corruzione secondo quanto disposto dalla legge 6 novembre 2012 n. 190, recante «Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione».

Il Piano triennale di prevenzione della corruzione
Il Piano – lo ricordiamo – ha la finalità di definire la strategia complessiva di prevenzione della corruzione che l'Amministrazione intende porre in essere. In tal senso, quindi, il Piano, che ha natura dinamica, individua - attraverso un'opportuna mappatura del rischio - i settori dell'amministrazione in cui è maggiore il rischio di corruzione e, conseguentemente, indica efficaci e adeguate soluzioni organizzative finalizzate a fronteggiare il rischio, con azioni da sviluppare nell'arco del triennio di programmazione.
Ciascuna amministrazione, nell'adottare le proprie misure in materia di anticorruzione delineate nel Piano, dovrà far riferimento ai contenuti minimi definiti nel Piano Nazionale Anticorruzione (Pna). A tal proposito, si ricorda che l'Autorità nazionale anticorruzione ha predisposto un aggiornamento del Pna a seguito degli interventi normativi che hanno fortemente inciso sul sistema di prevenzione della corruzione a livello istituzionale e che nella determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015 ha evidenziato come il Piano non debba essere considerato come il complesso di misure che il Pna impone bensì come il complesso di misure che ogni amministrazione adotta recependole e adattandole alle proprie caratteristiche organizzative e coerentemente con le proprie specificità.

Il riordino della disciplina
Si segnala che il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 20 gennaio scorso ha approvato, tra gli altri, un decreto attuativo della delega contenente la riforma della Pa (legge 124/2015) avente a oggetto il riordino della disciplina riguardante la prevenzione della corruzione e la trasparenza.
Tra le novità contenute nella bozza del suddetto decreto, si segnala la revisione della disciplina della responsabilità dirigenziale, stabilendo che la mancata predisposizione del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e la mancata adozione delle procedure per la selezione e la formazione dei dipendenti non costituiscano più elementi di valutazione della stessa responsabilità, in forza, riteniamo, dei maggiori poteri di controllo e monitoraggio attribuiti all'Oiv in materia di misure per la prevenzione della corruzione.

(*) Responsabile Ufficio Affari generali Anci


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