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Antitrust, in tre anni salito il tasso di successo di segnalazioni e pareri

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Cresce il tasso di successo dell'esito delle segnalazioni e dei pareri Antitrust, comprese le impugnative degli atti amministrativi di fronte alla Corte costituzionale: sono andate a buon fine il 56% delle segnalazioni e dei pareri e il 73% delle impugnative davanti alla Corte costituzionale.
È quanto emerge dal bilancio dell'attività effettuato dalla Direzione Studi del Garante e inerente tutti gli atti di advocacy, di promozione della concorrenza, effettuati presso istituzioni e enti territoriali.
Negli ultimi tre anni, infatti, il tasso di successo e di adesione a pareri e segnalazioni è aumentato al 56% ed è invece del 73% l'esito positivo delle impugnative di atti amministrativi di ogni genere promosse dall'Agcm attraverso la Presidenza del Consiglio davanti alla Corte costituzionale.
«L'attenzione dell'Antitrust, che in origine veniva data soltanto ai mercati nazionali, ora si sposta sui mercati locali, dunque sull' attività delle Regioni, ritenendo che lì tante volte esistono interventi che poi bloccano la concorrenza», ha spiegato il presidente dell'Antitrust, Giovanni Pitruzzella. In alcuni casi, infatti, ha sottolineato ancora Pitruzzella, le leggi vengono sottoposte ad una sorta di «tela di Penelope» per cui, come ad esempio la distribuzione, «il Parlamento vara misure di liberalizzazione che vengono poi paralizzate e bloccate a livello regionale».
Quanto agli enti locali Pitruzzella ha sottolineato che «almeno nella metà dei casi abbiamo un atteggiamento delle amministrazioni locali che si conforma al nostro parere». Anche per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, l'Antitrust svolge un ruolo importante nel promuovere la concorrenza. «Che il Garante ci faccia le pulci lo ringrazio molto di ciò che fa. Molti studi hanno evidenziato l'impatto positivo della concorrenza sulla crescita e l'occupazione'', ha concluso.

I provvedimenti della Pa
In merito all'esito dei pareri adottati ai sensi dell'articolo 21 bis della Legge Antitrust (legittimazione ad agire in giudizio contro gli atti amministrativi generali, i regolamenti ed i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che violino le norme a tutela della concorrenza e del mercato), dall'introduzione della norma, nel 2011, a oggi, l'Autorità ha adottato 62 pareri. I settori maggiormente interessati sono quelli dei trasporti (17), servizi vari (8), grande distribuzione (7), assicurazione (7), servizi finanziari (5). Per quanto riguarda le amministrazioni destinatarie, la maggior parte sono costituite dagli enti locali (47 pareri) rispetto a quelle centrali (15). In 5 casi (su 15) l'amministrazione centrale ha ottemperato; un tasso di successo maggiore si riscontra da parte delle amministrazioni locali che si sono adeguate in 24 casi (su 47), dunque in quasi il 50% dei casi.

Le leggi regionali
Dall'entrata in vigore del Dl 1/2012 a oggi, l'Autorità ha ricevuto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri 244 richieste di parere su leggi regionali, in relazione alle quali in 39 casi ha ritenuto di segnalare una violazione dei principi di concorrenza. Più in particolare, dei 39 casi in cui l'Autorità ha ravvisato nella norma regionale profili restrittivi della concorrenza, in 23 casi (pari al 59% del totale) la Presidenza del Consiglio dei ministri ha dato seguito al parere dell'Autorità e ha coerentemente proposto l'impugnativa; di questi, 15 casi sono giunti a definizione davanti alla Corte ed hanno avuto il seguente esito: in 11 casi la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme; in 3 casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; 1 caso è stato rigettato per erroneità del presupposto interpretativo.
Agli 11 casi di esito positivo dovuti alla intervenuta sentenza della Consulta, devono aggiungersi altri 2 casi in cui il successo è stato conseguente alla modifica della norma regionale successivamente al parere espresso dall'Autorità. Ne deriva, in conclusione, che, dall'avvio dell'esercizio della nuova attribuzione fino ad oggi, il tasso di successo dei pareri resi dall'Autorità davanti alla Corte risulta pari al 73%.


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