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Elezioni, valida la scheda sottolineata se non incide sull'espressione del voto

di Vittorio Italia

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La scheda elettorale che contiene una sottolineatura sulla dicitura «candidato alla carica di Sindaco» non è nulla, perché questo tratto di penna è superfluo, non incide sull'espressione del voto e non è stata effettuata per far riconoscere l'autore (Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 27 novembre 2015, n. 5379).

Il caso
Nel maggio 2014 in un Comune con una popolazione di poco superiore a 2000 abitanti, si sono svolte le elezioni amministrative per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale.
Ai due candidati Sindaci venivano attribuiti gli stessi voti, ed è stato quindi necessario un turno di ballottaggio.
Il candidato risultato secondo, ha proposto ricorso al Tar, affermando che era stata dichiarata valida una scheda, a favore del concorrente, che presentava un evidente segno di riconoscimento, con un tratto di penna 'ondiforme' posto al di sotto della dicitura 'candidato alla carica di Sindaco'; mentre era stata ritenuta nulla un'altra scheda, votata a proprio favore, che presentava nel riquadro della busta la scritta 'si ok'.
Il Tribunale amministrativo ha respinto il ricorso. La sentenza è stata appellata da un'elettrice, altri cittadini controinteressati si sono costituiti in giudizio, e hanno chiesto la reiezione dell'appello. Questa tesi è stata respinta dal Consiglio di Stato.

La sentenza
I giudici di Palazzo Spada hanno fermato l'attenzione innanzitutto sulla scheda che recava la dicitura 'si ok', e hanno condiviso la tesi del Tar secondo cui questa espressione era non solo inutile e sovrabbondante, ma rendeva obiettivamente riconoscibile il voto, in modo inoppugnabile. Dopo di che, i giudici hanno considerato la scheda che recava la sottolineatura sulla dicitura 'candidato alla carica di Sindaco' e hanno ritenuto che il tratto di penna sulla scheda risultava manifestatamente superfluo ai fini dell'espressione del voto, ma non poteva ragionevolmente essere ritenuto un segno volontario di riconoscimento, così da condurre all'annullamento della scheda.
In conseguenza, questa scheda non è stata ritenuta nulla e il ricorso è stato respinto.

Le valutazioni
La sentenza è corretta e in linea con i precedenti giurisprudenziali ha seguito il principio del 'favor voti', in base al quale la validità del voto contenuto in una scheda deve essere ammessa ogni qualvolta sia possibile desumere quale sia l'effettiva volontà dell'elettore. La nullità del voto si verifica, quindi, soltanto quando dall'esame obiettivo della scheda emerge che i segni e le incertezze grafiche fanno ritenere che l'irregolare compilazione era stata preordinata al riconoscimento dell'autore.
Sulla base di questo parametro giuridico, i giudici hanno ritenuto che la sottolineatura 'ondiforme' non fosse un segno di riconoscimento, e quindi la scheda non è stata considerata nulla.

Le conseguenze per le altre elezioni amministrative
Questa sentenza comporta delle conseguenze per le altre elezioni amministrative, perché se in sede di scrutinio si dovessero riscontrare delle schede con una sottolineatura anche ondiforme, essa dovrà essere considerata valida, mentre l'apposizione della dicitura 'si ok', non può essere considerata un segno di distrazione grafica, e dovrà essere annullata.


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