osservatorio anci-ifel

Alla riforma serve un pit-stop: bisogna puntare sui «bacini adeguati»

di Daniele Formiconi (*)

In tema di aggregazione obbligatoria dei piccoli Comuni, come attualmente disciplinata, anche la Corte dei conti rileva difficoltànella concreta attuazione di questo percorso istituzionale.
Per questi motivi l'Anci è fortemente impegnata anche sulla legge di stabilità, sostenendo che un criterio demografico precostituito, un numero ed una tipologia di funzioni uguali per tutti vada sostituito con quello di bacino adeguato e omogeneo individuato dalle assemblee dei Sindaci congiuntamente alle funzioni da associare e premiando le realtà più virtuose che riescono ad esercitare congiuntamente più funzioni e servizi. Non esiste «un vestito adatto a tutte le taglie».

Gli «ambiti adeguati»
La proposta di autoriforma presentata dall'Anci darebbe vita a governi del territorio più efficienti ed efficaci nella gestione di servizi e funzioni comunali, potendo ottenere anche economie di scala in un periodo medio, come altresì affermato dalla Corte dei conti, proprio perché alla base di questi processi ci devono essere i territori a indicare i cosiddetti «ambiti adeguati» nei quali realizzare le forme di cooperazione più funzionali.
Tutto ciò avendo riscontrato che l'impianto attuale – a cinque anni dalla sua prima definizione - e fondato sull'obbligatorietà di gestire insieme tutte le funzioni fondamentali entro il 31 dicembre, non sta dando i risultati immaginati dal legislatore e presenta oggettive criticità.

Le proposte Anci
Occorre, quindi, un'iniziativa legislativa da adottare quanto prima per evitare il rischio di aver definito un pacchetto parziale di riforme che, dopo il nuovo Senato, gli enti di area vasta, le Città metropolitane e lo svuotamento delle Province, perderebbe efficacia a causa della mancata ridefinizione degli assetti di governance locale.
Per operare in tal senso, l'Anci sostiene la necessità di sospendere il termine previsto, per poter impostare un percorso più ampio e organico di autoriforma, investendo le autonomie locali della responsabilità di individuare, in ciascuna area vasta ed entro pochi mesi i bacini adeguati e omogenei per caratteristiche morfologiche e socio-economiche.
Il disegno proposto dall'Anci prevede, non da ultimo, anche un mirata semplificazione normativa e un programma di incentivi di tipo economico finanziario, nonché un successivo confronto sulle modalità di gestione associata delle funzioni, in modo da renderle il più possibile utili all'amministrazione efficiente dei territori.

(*) Responsabile Area Anci Affari istituzionali, Personale e Relazioni Sindacali Piccoli Comuni, Unioni, Associazionismo, Fidelizzazione Comuni associati


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