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Ok dell'Antitrust sulla fusione dei Comuni - Il video dell'audizione alla Camera

di Roberta Giuliani

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Meno società pubbliche, più semplificazione amministrativa e quindi maggiore concorrenza: l'Antitrust promuove la razionalizzazione dei Comuni, anche attraverso la loro fusione. Con l'accorpamento «si perverrebbe anche al risultato di diminuire il numero delle società pubbliche, che rappresentano una "zavorra" per la nostra economia e per i bilanci pubblici». Lo ha affermato ieri alla Camera dei deputati, in commissione Affari costituzionali, il presidente dell'Antitrust, Giovanni Pitruzzella, nel corso dell'audizione convocata nel quadro dell'indagine conoscitiva sulla gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali.
Il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sottolineato che «la decisione del legislatore di incentivare le modalità più strutturate, e tra queste la fusione, per l'esercizio delle proprie funzioni, appare senz'altro condivisibile» in quanto «finalizzata alla creazione di un assetto teso a favorire una più razionale gestione dei servizi pubblici». Non solo. L'allargamento può contribuire ad allentare «il legame tra gli interessi locali "particolari" e il potere politico» riducendo così «notevolmente il rischio di cattura dell'amministrazione e, per tale via, di proliferazione di comportamenti non in linea con le regole del gioco».

Più concorrenza meno adempimenti
Secondo l'Autorità «la fusione, nella misura in cui diminuisce il numero dei Comuni, sostituendoli con un unico ente di maggiori dimensioni, appare ancora una volta la scelta migliore per la concorrenza» e «le operazioni di razionalizzazione portano a una semplificazione amministrativa positiva per le attività economiche». «Quanto minori sono gli oneri che gravano sulle imprese in termini di adempimenti e di complicazione delle procedure - ha spiegato Pitruzzella - tanto più facile sarà l'avvio di nuove attività economiche o l'esercizio di quelle esistenti, con consistenti vantaggi in termini di competitività delle imprese stesse». Ma vantaggi, a suo avviso, si avranno anche per il rilancio delle grandi infrastrutture, grazie a un contesto di maggiore stabilità e certezza per gli investitori attraverso la semplificazione dei processi decisionali.

Monitoraggio e incentivi
Parallelamente, osserva Pitruzzella, va però previsto «un penetrante e capillare sistema di monitoraggio di valutazione dei risultati conseguiti» e inoltre, «affinché le unioni e le fusioni non continuino a restare impresse sulla carta sarebbe», opportuno introdurre «ulteriori incentivi» insieme ad «adeguate misure di penalizzazione» per gli enti locali che non provvedono alla gestione aggregata delle funzioni.


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