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Commercialisti soddisfatti dopo il via libera del Viminale ai compensi per il sindaco-revisore

di Gianni Trovati

Commercialisti soddisfatti dopo che il ministero dell'Interno ha dato il via libera ai compensi per i revisori dei conti di Comuni e Province che sono anche amministratori in un altro ente. Il parere del Viminale(su cui si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 4 novembre) interviene su un tema dibattuto da tempo, aperto dall'articolo 5 del Dl 78/2010 che ha imposto il gettone simbolico da 30 euro per gli incarichi conferiti dalle Pa ai titolari di cariche elettive. Sul punto si sono espresse in passato alcune sezioni regionali della Corte dei conti, giudicando applicabile la norma anche ai revisori, ma il ministero va in senso contrario: sono esclusi, secondo la lettura del Viminale, gli incarichi ricevuti da sindaci e amministratori in genere nell'ambito della loro attività libero-professionale e quindi scollegati dal loro ruolo pubblico. «È un'interpretazione che sosteniamo da sempre - commenta soddisfatto Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili - in un confronto sereno con il ministero che evidentemente ha dato i suoi frutti». «Il decreto - aggiunge il vicepresidente del Cndcec, Davide Di Russo - è ispirato dalla finalità di ridurre il costo degli apparati politici, fra cui non rientrano certo i revisori». Con il parere dato a un Comune lombardo, il Viminale si rivolge anche alla Corte dei conti perché - come spiega il direttore centrale della Finanza locale, Giancarlo Verde - «esiti interpretativi diversi potrebbero configurarsi per i revisori come un ostacolo allo svolgimento della loro professione. Un effetto certo non voluto dalla legge».


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