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Bimbo con due mamme: prefetto annulla l'atto di nascita e De Magistris annuncia il ricorso al Tar

di Paola Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il prefetto di Napoli ha mantenuto la promessa e, allo scadere del termine che aveva assegnato al sindaco, annulla d'imperio l'atto di nascita trascritto dal Comune che attestava come genitori del piccolo le sue due mamme.
Il prefetto, che ha ora proceduto direttamente alla modifica dell'atto, annullandolo nella parte in cui riportava i cognomi di entrambe le donne e indicava come padre la madre non biologica, ora intima al sindaco De Magistris di provvedere semplicemente all'annotazione nel registro dello stato civile. Ma alla comunicazione della prefettura il sindaco ha reagito annunciando di essere già pronto a ricorrere al Tar Campania su questa vicenda. Infatti, il primo cittadino si è espresso da subito favorevole alla trascrizione - avvenuta il 30 settembre scorso - come chiesto dalle due donne regolarmente sposate in Spagna. Il muro contro muro tra sindaco e prefetto continua.

Le posizioni
Dal canto suo il prefetto Gerarda Maria Pantalone ricorda di aver agito in base ai poteri di vigilanza che gli sono attribuiti dal Governo: «Svolgo i doveri del mio ufficio in materia di vigilanza sullo Stato civile degli enti locali affinché vengano attuate le norme secondo disposizione di legge». Sul contrasto con De Magistris cerca di smorzare i toni: «Ognuno agisce nell'adempimento delle proprie funzioni. Lo so io e lo sa il sindaco.».
La prefettura, infatti, ricorda che questo atto «non è previsto dalla legge italiana» e per questo il prefetto il 28 ottobre scorso ha inviato al sindaco una diffida ufficiale a cui il Comune non ha ottemperato.
Il sindaco infatti, non contesta la legittimità dell'operato del prefetto, ma sottolinea l'importanza della scelta di aver riconosciuto in via ufficiale questa filiazione: «Abbiamo la coscienza a posto, pensiamo di aver fatto un atto giusto. Tutto questo si fa perché il Legislatore non ha il coraggio di legiferare sui diritti». «Se non fossimo intervenuti - precisa de Magistris - questo bambino non avrebbe avuto libertà di circolazione o assistenza sanitaria. Prevale ancora una volta una forma di diritto oscurantista, pervicace, opprimente. Noi abbiamo riconosciuto i suoi diritti con un'interpretazione sicuramente originale, costituzionalmente orientata. In attesa della legge - conclude - vedremo cosa diranno i magistrati.».


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