Home  › Amministratori e organi

Per i revisori rimborso obbligatorio anche senza il regolamento del Comune

di Arturo Bianco

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

I revisori dei conti hanno diritto al rimborso delle spese sostenute in ragione dell'incarico anche se nel Comune non è stata adottata una specifica disposizione regolamentare. Il tetto del rimborso spese si deve ritenere fissato nel 50% dei compensi loro erogati nel corso dell'anno.

Indennizzo obbligatorio
Possono essere così sintetizzate le principali indicazioni contenute nel parere della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti della Lombardia n. 329/2015. Occorre quindi avere chiaro che il rimborso non rappresenta una "scelta" rimessa all'apprezzamento discrezionale delle singole amministrazioni comunali, perché l'indennizzo delle spese sostenute «spetta» ai revisori dei conti. In questo senso va la formula usata nell'articolo 3 del decreto del Ministero dell'Interno del 20 maggio 2005, cioè il provvedimento con cui viene disciplinato il trattamento economico di queste figure. Per cui il carattere tassativo della disposizione di legge deve essere considerato come innegabile.

Niente gratuità
Il rimborso deve essere erogato con le modalità definite dal regolamento dell'ente, ma questo passaggio non può essere inteso nel senso che la condizione per l'erogazione sia l'adozione della norma regolamentare. Una tale conclusione contraddice infatti il carattere imperativo della disposizione: si tratta semplicemente del rinvio a uno strumento attraverso cui disciplinare le modalità operative, a partire dal calcolo. Occorre inoltre tenere conto, e in questa direzione si cita il parere reso dalla sezione di controllo della Corte dei conti Sicilia n. 40/2013, che il diritto alla percezione del compenso matura anche nel caso in cui si fosse pattuito tra l'ente e i componenti il collegio di revisione in un senso diverso, comportamento che prima della scelta dei revisori tramite sorteggio era praticato in molte amministrazioni locali. Il dettato normativo, con la utilizzazione del verbo al modo indicativo, è quindi da ritenere come incontrovertibile.

I limiti massimi
Questa conclusione, dicono i giudici contabili della Lombardia e della Sicilia, è del tutto coerente con i principi di carattere generale dettati dal Codice civile in materia di compensi ai professionisti (si veda l'articolo 2234). Occorre ricordare che il Dlgs 267/2000 detta anche il tetto massimo dei rimborsi spese, che non possono superare il 50% del compenso erogato, al netto degli oneri fiscali e retributivi. Il rimborso delle spese deve essere riconosciuto con riferimento sia a quelle di viaggio sia a quelle di vitto. La corresponsione è da considerare subordinata alla dimostrazione che il revisore dei conti abbia svolto attività per conto dell'ente, quindi per lo svolgimento di compiti tipici dell'incarico. Il calcolo dei rimborsi va effettuato con riferimento alle regole dettate per i componenti gli organi di governo oppure con quelle fissate dallo specifico regolamento o dal provvedimento di nomina o dalla convenzione stipulata con l'ente all'atto dell'insediamento.


© RIPRODUZIONE RISERVATA