osservatorio anci-ifel

Politiche di coesione: un quadro riepilogativo alla vigilia della spesa 2014-20

di Simona Elmo (*) e Francesco Monaco (**)

La riunione di insediamento del «Comitato di sorveglianza e accompagnamento dei programmi 2014-2020» della politica di coesione, svoltasi ieri a Roma, segna la conclusione della lunga fase di transizione di questa politica e un passo importante nelle procedure di avvio effettivo della relativa spesa. Nati dalle ceneri del vecchio Dps, il Dipartimento della Politica di coesione, insediato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e l'Agenzia per la coesione territoriale, ente autonomo dotato di un proprio statuto, sembrano aver concluso il faticoso percorso di messa in operatività avviato ad agosto 2013 con il provvedimento legislativo di istituzione. La cautela è giustificata perché, com'è stato riferito, siamo ancora in attesa dell'immissione in ruolo di funzionari ed esperti e la proposta di riorganizzazione è all'attenzione dei sindacati. Inoltre, mancano alcuni adempimenti finali (per esempio sul tema dell'ammissibilità delle spese); mentre è da registrare positivamente come già molte autorità responsabili di programmi abbiano pubblicato i primi bandi «in anticipazione». Dunque si parte, proviamo a riepilogare.

L'Accordo di partenariato e la ripartizione
L'«Accordo di Partenariato», inviato dall'Italia alla Commissione nel dicembre scorso ed approvato dalla CE il 29 ottobre 2014, è la cornice programmatoria entro la quale l'Italia delinea la propria strategia di intervento per l'impiego dei Fondi strutturali 2014-2020. Il pacchetto di regolamenti per il ciclo 2014-2020 (si tratta di otto regolamenti di disciplina dei fondi più alcuni altri di esecuzione) era stato approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 17 dicembre 2013, a seguito dell'adozione del Quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea, nel quale per i Fondi europei Strutturali e d'Investimento (Sie) 2014-2020 sono stati stanziati 366,8 miliardi di euro, quasi un terzo del bilancio comunitario.
Per l'Italia, il totale generale dei Fondi strutturali Ue destinati alle politiche di coesione 2014-2020 ammonta a circa 42 miliardi di euro, quota comprensiva anche delle risorse del Fears (Fondo europeo per lo sviluppo rurale).
La ripartizione fra le Regioni italiane risulta essere la seguente:
‒Regioni più sviluppate: il totale generale delle risorse FS assegnate ammonta a 7.568 mln di euro, così ripartiti: 3.510,4 mln di euro al Fesr, 4.057,6 mln di euro al Fse.
‒Regioni in transizione (Sardegna, Abruzzo e Molise): il totale generale delle risorse FS assegnate ammonta a 1.350,4 mln di euro, così ripartiti: 841,3 mln di euro al Fesr, 509,1 mln di euro al Fse.
‒Regioni meno sviluppate (Sicilia, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata): il totale generale delle risorse FS assegnate ammonta a 22.200,4 mln di euro, così ripartiti: 16.389,3 mln di euro al Fesr, 5.811,0 mln di euro al Fse.

I Programmi operativi
Sono 50 i Programmi Operativi, nazionali (Pon) e regionali (Por), che declinano strategie, obiettivi ed interventi, rispettivamente per settori a livello nazionale (Pon) e a livello regionale (Por). Tutti i programmi (tranne il Por Fesr Campania) sono stati inviati alla Commissione europea nel luglio 2014 e quasi tutti risultano ormai approvati (tranne Por Fesr Campania e il Pon Legalità).
Nel dettaglio, il quadro nazionale delineato dall'Accordo di Partenariato per il ciclo 2014-2020 prevede:
39 Programmi Operativi Regionali (Por) in tutte le Regioni e Provincie autonome a valere sul Fesr e sul Fse. Tutte le Regioni hanno adottato POR monofondo (1 Por Fesr e 1 Por Fse), tranne Calabria, Molise e Puglia che hanno optato per Programmi plurifondo Fesr-Fse. A settembre 2015, tutti i predetti POR sono stati approvati dalla Commissione europea, eccetto come detto il Por Fesr della Campania (il Por Plurifondo della Calabria è dato in imminente approvazione).
11 Programmi nazionali (Pon) a valere sul Fesr e sul Fse:
a) per tutte le Regioni: Pon Istruzione (Fse/Fesr, 3.019.300.000,00 di euro), Sistemi di politiche attive per l'Occupazione (Fse, 2.176.505.801,00 di euro), Pon Occupazione Giovani (Fse, 1.513.363.329,00 di euro), Inclusione sociale (Fse, 1.185.622.933,00 di euro), Governance reti progetti speciali e assistenza tecnica (Fesr/Fse, 827.699.996,00 di euro) e Città metropolitane (cosiddetto Pon «Metro», Fesr/Fse, 892.933.334,00 di euro);
b)per le regioni in transizione e meno sviluppate (Molise, Sardegna e Abruzzo): Pon Ricerca e Innovazione (Fesr/Fse, 1.286.000.000,00 di euro), Pon Imprese e Competitività (Fesr, 2.419.000.000,00 di euro);
c) per le sole Regioni meno sviluppate: Pon Cultura e sviluppo (Fesr, 490,933,334.00 di euro) ; Pon Infrastrutture e reti (Fesr, 1.843.733.334 di euro); Pon Legalità (Fesr/Fse 377.666.667,00 di euro).
Ad oggi 2015, tutti i predetti Pon sono stati approvati dalla Commissione europea, tranne il Pon Legalità.

Sviluppo rurale e pesca
Ci sono poi da considerare i 21 Programmi di sviluppo rurale (Psr) previsti in tutte le Regioni e Province autonome a valere sul Feasr. Ad oggi risultano approvati 10 Psr. Due sono i programmi nazionali a valere sempre sul Feasr (Rete Rurale nazionale, gestione del rischio, infrastrutture irrigue e biodiversità animale).
Ad oggi 2015 è stato approvato solo il Pon Rete rurale nazionale.
Anche il programma nazionale a valere sul Feamp (pesca) non risulta ancora approvato.

Cooperazione territoriale europea
Infine, anche se ieri non se n'è parlato perché i regolamenti prevedono che i programmi Cte non facciano parte dell'Accordo di partenariato, occorre ricordare i 15 Programmi di Cooperazione territoriale europea (Obiettivo «Cte»). Sulla cooperazione, all'Italia sono anche assegnati 1.136,8 milioni di euro per la partecipazione a quindici programmi di cooperazione transfrontaliera e transnazionale, di cui:
a) 8 programmi di cooperazione transfrontaliera (Fesr): Italia-Francia marittimo (169.702.411 euro), Italia-Francia Alcotra (198.876.285 euro), Italia-Svizzera (100.221.466 euro), Italia-Austria (82.238.866 euro), Italia-Slovenia (77.929.954 euro), Italia-Croazia (201.357.220 euro), Grecia-Italia (104.700.362 euro), Italia-Malta (43.952.171 euro).
b) 3 programmi di cooperazione transfrontaliera esterna: 1 cofinanziato da Fesr e Ipa, Italia-Albania-Montenegro (39.400.711 euro); 2 cofinanziati da Fesr e Eni, Italia-Tunisia (33.354.820 euro) e Mediterranean Sea Basin (209.057.812 euro).
c) 4 programmi di cooperazione transnazionale (Fesr): Alpine space (116.635.466 euro); Central europe (246.581.112 euro); Mediterraneo (224.322.525 euro); Adriatic ionian (83.467.729 euro). Solo Alpine Space e Central Europe sono stati approvati.
d) 4 programmi di cooperazione interregionale (Fesr, intero territorio nazionale): Urbact (74.301.909 euro); Espon (41.377.019 euro); Interact (39.392.587 euro); Interreg Europe (359.326.320 euro). Solo Urbact e Espon risultano approvati.

(*) Dipartimento fondi europei e investimenti territoriali Ifel

(**) Responsabile Area politica di coesione territoriale Anci


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