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Riforma delle Province, l'Osservatorio nazionale «certifica» il blocco delle Regioni

di Gianni Trovati

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Non si sblocca l'attuazione della legge Delrio, con il risultato che la mobilità rimane invischiata nei ritardi accumulati dalle Regioni e i Comuni continuano a subire un blocco di fatto nelle assunzioni, in attesa che partano davvero gli spostamenti dagli enti di area vasta. La riunione di ieri dell'Osservatorio nazionale sull'attuazione della Delrio, che vede sedere intorno a un tavolo il ministero e gli enti territoriali coinvolti dal riordino, è servita solo a certificare lo stallo.

Obblighi e buchi nell'attuazione
Per far partire la mobilità è indispensabile il decollo del Portale nazionale della Funzione pubblica, in cui Città metropolitane e Province devono inserire gli elenchi degli «esuberi» mentre Regioni e Comuni devono indicare i posti disponibili nei propri organici. In 8 Regioni ordinarie su 15, però, le leggi attuative della Delrio, con cui andrebbero redistribuite le funzioni non fondamentali "perse" dalle Province, non sono ancora state approvate, e anche in molti altri territori l'approvazione della riforma locale si è fermata prima di sciogliere i nodi più delicati relativi al personale. A fissare tempi stretti per l'avvio delle procedure sono intervenuti sia il decreto enti locali, con le sanzioni per le Regioni che a fine ottobre si riveleranno ancora in ritardo, sia il decreto sui criteri generali della mobilità appena pubblicato in «Gazzetta Ufficiale». Sanzioni e minacce, però, servono a poco se gli enti territoriali non collaborano. Sempre che si riesca a farle scattare davvero, nonostante l'autonomia finanziaria riconosciuta alle Regioni, le penalità previste dal decreto enti locali non risolvono il blocco di fatto delle assunzioni nei Comuni, obbligati dalla manovra a destinare il turn over alla mobilità. Nasce da qui l'allarme degli amministratori locali.

Le richieste degli enti locali
Il sindaco di Firenze Dario Nardella, nella veste di presidente della Città metropolitana e coordinatore Anci delle Città, sottolinea dopo la riunione che «la situazione dei nostri bilanci è gravissima e si tradurrà quasi certamente nello sforamento del Patto di stabilità, per cui occorre che tutte le istituzioni procedano speditamente e rispettino i tempi imposti dal decreto enti locali e dai Dm sulla mobilità». Anche perché, come spiegano Anci e Upi in una nota elaborata per l'Osservatorio nazionale, la mancata attuazione della riforma ha effetti a catena: solo con l'avvio della mobilità è possibile infatti rideterminare gli organici degli enti di area vasta, garantire la sicurezza occupazionale a tutto il personale coinvolto attraverso il trasferimento nelle Regioni e negli altri enti, e far ripartire il regime ordinario delle assunzioni nei Comuni.


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