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Ruolo del difensore civico: una buona opportunità per i commercialisti

di Federico Gavioli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il difensore civico è un organismo che ha come finalità quella di garantire i diritti dei cittadini nei confronti delle pubbliche amministrazioni, anche se gestiti da privati con un ambito di attività caratterizzato dall'elevata multidisciplinarietà che richiede conoscenze in vari settori. A questa figura è dedicato il documento pubblicato di recente dalla Fondazione nazionale dei commercialistiche analizza in particolare il ruolo che la figura professionale dei commercialisti può rivestire negli enti locali.

Il diritto di accesso
Il documento della Fondazione evidenzia che la difesa civica nasce come forma di garanzia pre-contenziosa, caratterizzandosi per un accesso semplice e informale per i cittadini in quanto la sua attivazione non richiede formalità procedurali ed è gratuita. La finalità di tale istituto è di correggere disfunzioni e inefficienze dell'agire delle pubbliche amministrazioni, avendo come obiettivo quello di garantire l'attuazione dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialità.
L'articolo 136 del Dlgs 267/2000 rafforza l'idea che il difensore civico sia una garanzia per i cittadini; tale norma, infatti, stabilisce che qualora «gli enti locali, sebbene invitati a provvedere entro congruo termine, ritardino o omettano di compiere atti obbligatori per legge, si provvede a mezzo di commissario ad acta nominato dal difensore civico regionale, ove costituito, ovvero dal comitato regionale di controllo».

Ambiti di operatività
Oltre all'importante tema del diritto di accesso, il difensore civico è chiamato a svolgere la propria attività di garante dell'imparzialità anche in altri ambiti tra i quali la cultura, i tributi, l'assistenza sanitaria e previdenziale, l'ambiente, i servizi demografici, etc.. Proprio il tema dei tributi si presenta come un ambito di particolare interesse, data la mole di tributi locali gestiti dagli enti e loro società partecipate; basti pensare alle controversie che possono instaurarsi fra i cittadini ed enti locali in relazione alla bollettazione, richiesta di informazioni, avvisi di mancato pagamento in ordine ai vari tributi: Imu, Tasi, Tari, imposta sulla pubblicità, eccetera.
Il documento della Fondazione sottolinea, inoltre, che sul fronte delle sanzioni al codice della strada, il difensore civico può essere investito di varie istanze da parte dei cittadini specialmente in fase pre-contenziosa, prima di rivolgersi al Giudice di Pace.

Le competenze del commercialista
Il documento, infine, analizza il soggetto che può ricoprire il ruolo del difensore civico. Tale soggetto deve avere competenze multidisciplinare, soprattutto conoscenze di carattere giuridico-economiche. Molti di coloro che assumono questa posizione provengono dal mondo della pubblica amministrazione dove solitamente hanno ricoperto ruoli dirigenziali oppure dalla categoria professionale degli avvocati.
Secondo il documento della Fondazione il percorso economico-giuridico affrontato dai commercialisti, anche nel loro ruolo di revisori di enti locali e/o società da questi partecipate o quali membri di organismi di vigilanza ai sensi del Dlgs 231/2001, consente a questa categoria professionale di avere le necessarie competenze per rivestire un incarico che si misura con il diritto tributario, la contabilità pubblica, gli appalti, il diritto societario eccetera.


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