Home  › Amministratori e organi

Taglio prefetture: oggi i sindacati presentano dossier sui rischi - Bubbico risponde alla Camera

di Roberta Giuliani

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nuova mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil davanti al Viminale contro il taglio di 23 prefetture: oggi i sindacati presenteranno al sottosegretario all'Interno, Giampiero Bocci, un dossier sui rischi di un «provvedimento sbagliato che non solo costituirà un vero e proprio arretramento dello stato dalla periferia, ma lascerà le comunità locali con meno tutele riguardo a sicurezza, legalità, criminalità ed emergenze».

Bubbico alla Camera
Una razionalizzazione degli uffici territoriali di Governo confermata ieri dal viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, che rispondendo a una interpellanza alla Camera (seduta n. 492 di martedì 29 settembre 2015) ha precisato come: «L'intervento – che è opera del processo di spending review e non costituisce attuazione della delega Pa - dà luogo a una coerente ridefinizione delle strutture centrali e periferiche del Ministero dell'interno, che, unitamente al processo di indispensabile riordino e rideterminazione delle competenze dei propri uffici, consentirà di sviluppare, ancor più, le capacità di governo del territorio e di amministrazione generale da sempre rimesse al Ministero dell'interno in materia di politiche della sicurezza, della difesa e della protezione civile, oltre che di garanzia delle libertà civili e del regolare funzionamento dei meccanismi elettorali, di sostegno e di supporto alle autonomie territoriali. L'intento è di rafforzare l'unitarietà di queste azioni».
Le razionalizzazioni sono state decise «sulla base di un'analisi ponderata di 21 indicatori oggettivi capaci di misurare le attività attinenti alle missioni istituzionali del ministero e alla specificità dei singoli territori», ha proseguito Bubbico: parametri demografici, sull'incidenza della criminalità organizzata, della delittuosità, dei fenomeni di calamità naturali o di criticità sociali; è stato considerato anche il «fenomeno migratorio» e il rapporto con gli enti locali.

Servizi a rischio
Ma secondo i sindacati: «Dietro l'apparente sforzo di snellimento degli apparati sta il rischio che vengano cancellati o resi irrimediabilmente più difficili e più costosi, servizi concretissimi alla cittadinanza. In piena emergenza flussi migratori chi si occuperà di decidere sullo status di profugo o rifugiato, della concessione della cittadinanza o dei ricongiungimenti familiari? Chi provvederà ai primi soccorsi in caso di calamità, chi coordinerà istituzioni e protezione civile in caso di emergenza o chi predisporrà i piani contro gli incidenti industriali? E chi provvederà alla gestione delle comunicazioni antimafia, all'iscrizione alle white-list, ai porti d'armi? E ancora chi penserà a fornire aiuto alle vittime dell'usura, dell'estorsione, del terrorismo o dei reati mafiosi? Perché a questo si rinuncerebbe tagliando le Prefetture senza un piano di riorganizzazione capillare dei presidi di legalità e sicurezza».
Rispetto a questi timori Bubbico in mattinata aveva assicurato «che non vi sarà alcun arretramento dei presidi di legalità e sicurezza, in quanto non sono previste riduzioni dei dispositivi operativi di Polizia e di soccorso pubblico». Anzi secondo il viceministro, «la capacità di risposta dello Stato sul territorio rimarrà inalterata, mentre a mutare sarà l'organizzazione di vertice, mediante l'attestazione dei livelli di responsabilità sulle Questure e sui Comandi provinciali accorpanti».

La questione del personale
I sindacati puntano poi l'attenzione sulla questione del personale. «Rispetto a questo nulla si prevede nel provvedimento, così come niente si dice dei quasi 1.330 dipendenti degli uffici territoriali del governo di Teramo, Chieti, Vibo Valentia, Benevento, Piacenza, Pordenone, Rieti, Savona, Sondrio, Lecco, Cremona, Lodi, Fermo, Isernia, Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Oristano, Enna, Massa-Carrara, Prato, Rovigo, Asti e Belluno». «La riorganizzazione dei servizi sul territorio non si fa smantellando lo Stato, ma tagliando gli sprechi e valorizzando il personale che serve a garantire coesione sociale, integrazione e convivenza civile».
Secondo però le dichiarazioni di Bubbico per i lavoratori delle Prefetture, ci sarà un nuovo decreto che definirà compiti e dislocazione del personale. «Vi è anche una disposizione transitoria in base alla quale le strutture interessate dalla ridefinizione degli ambiti territoriali non cessano di esercitare le loro funzioni immediatamente, ma secondo un piano graduale definito con decreto del Ministro dell'interno e comunque non oltre il 31 dicembre 2016». Inoltre, per non oltre un anno dalla cessazione della operatività degli uffici che vengono riorganizzati verranno mantenuti sportelli per specifici servizi. Ma di tutto questo il Viminale, ha affermato Bubbico si discuterà coi sindacati «nell'ambito delle procedure di consultazione avviate proprio in questi giorni».
Il vicepresidente ha ricordato infine «che la procedura di approvazione dello schema del provvedimento in questione prevede l'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che potranno, quindi, fornire il loro prezioso contributo di analisi e di proposte emendative al testo, segnalando la nostra massima attenzione nel riesaminare le questioni che eventualmente fossero poste».


© RIPRODUZIONE RISERVATA