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Privacy: basta dati online di disabili sui siti della Pa

di Paola Rossi

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Il Garante della Privacy torna sulla tutela dei dati dati personali relativi allo stato di disabilità dei cittadini nei trattamenti a cura delle Regioni in particolare e di fatto della Pa in generale. E nel sottolineare che ancora si evidenziano violazioni dirette o indirette nella pubblicazione di dati sensibili sui siti istituzionali ricorda in particolare che le sanzioni previste saranno applicate nei confronti dei responsabili. Il presidente dell'Authority Antonello Soro così scrive al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome affinché appronti soluzioni valutando su quale strada intraprendere nuove iniziative. Il Garante definisce «preoccupante prassi di pubblicare sui siti web degli enti pubblici atti e documenti contenenti dati personali non indispensabili di cittadini e dipendenti, spesso estremamente delicati come quelli riferiti alla salute, in particolare alla disabilità».

Gli interventi del Garante: responsabilità dell'ente e rischi di internet
La lettera di Soro a Chiamaparino è solo la punta dell'iceberg del fenomeno diffuso per cui sono ormai numerosi gli interventi del Garante a tutela della riservatezza attraverso l'oscuramento di pagine web istituzionali. Frequentemente il caso è stato quello della pubblicazione di graduatorie concorsuali o in genere atti contenenti dati su invalidità dei partecipanti alle prove. Sanzionata anche l'indiretta diffusione di dati sensibli, come quando, ad esempio, dalla pubblicazione di nominativi di chi partecipa a gare o selezioni dedicate a determinate categorie di invalidi si può risalire alla patologia del singolo. Così l'Authority ribadisce «l'illiceità della diffusione di dati dai cui si possa desumere lo stato di malattia, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità o handicap fisici e/o psichici» e l'applicazione delle relative sanzioni, che possono arrivare fino a 120 mila euro.

L'ultimo intervento sanzionatorio
Da ultimo, il Garante è dovuto nuovamente intervenire per vietare la diffusione on line da parte della Regione Puglia e di un'Azienda sanitaria di Taranto dei dati riferiti alla condizione di disabilità dei partecipanti a concorsi e selezioni pubbliche. Si tratta del fatto che sul sito internet di sanità Puglia della Regione risultano pubblicate on line graduatorie ed elenchi riferite a selezioni pubbliche riservate a soggetti disabili. E che il portale regionale fornisce informazioni sull'assistenza sanitaria in Puglia e ospita, tra gli altri, i siti istituzionali di strutture sanitarie tra cui il sito dell'Azienda sanitaria locale di Taranto dove risultano pubblicati documenti denominati «Graduatoria elenco disabili» con tanto di nome, cognome, punteggio attribuito e altri dati identificativi. Il Garante ha assegnato 20 giorni di tempo all'ente territoriale per mettersi in regola anticipando eventuali maggiori sanzioni per il mancato adeguamento alle prescrizioni del Garante contenute nel provvedimento n. 489 del 24 settembre 2015.


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