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I commercialisti: «Sui controlli nelle partecipate serve una riforma di sistema»

di Redazione Quotidiano enti locali e Pa

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Bene la riforma delle verifiche nelle società partecipate, ma senza colpire «il concreto esercizio della funzione di controllo» che ha bisogno di diventare «più efficente ed equilibrato». I commercialisti, con una lettera del vicepresidente del consiglio nazionale Davide Di Russo, si rivolgono direttamente a Matteo Renzi in vista degli interventi sulle società pubbliche annunciati in più occasioni dal Governo e ora a quanto pare in rampa di lancio nell'ambito dell'attuazione della riforma Madia.

Lo spunto per la lettera è stato dato dallo stesso presidente del Consiglio, che nella conferenza stampa di presentazione delle misure in arrivo nella riforma della Pubblica amministrazione ha annunciato che gli interventi produrranno anche «una riduzione di posti da revisore, non me ne vogliano i commercialisti». I diretti interessati, nella lettera del vicepresidente del Cndcec, non alzano barricate, e anzi spingono per «una più ampia rivisitazione dell'intero sistema dei controlli». L'importante, sottolineano i professionisti, è non ricadere nell'errore di considerare i revisori come un «costo della politica», e non come un organo tecnico finalizzato a garantire la correttezza della gestione e, con essa, gli equilibri di finanza pubblica


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