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Giustizia, sui rimborsi arretrati servono 700 milioni

di Veronica Nicotra (*)

Dal 1° settembre i Comuni non pagano più le spese per gli uffici giudiziari. Grazie a una pressione costante che l'Anci ha posto in essere, anno dopo anno, coinvolgendo anche il Parlamento con decine di mozioni e ordini del giorno, finalmente è stata abrogata la norma del regio decreto del 1941 che imponeva ai Comuni di sostenere le spese di giustizia dietro il ristoro di un contributo che negli anni è andato sempre più assottigliandosi.

Dalla Stabilità 2015...
Questo Governo e Parlamento con la legge di stabilità per il 2015 hanno coraggiosamente accolto la nostra richiesta determinando un passaggio storico con il superamento di una norma presumibilmente affetta da illegittimità costituzionale. Perché appare evidente che la gestione dell'amministrazione giudiziaria da chi concretamente detiene il capitolo di spesa, che poi sulla base di un sistema complesso dovrebbe essere rimborsato, determina un circuito che deresponsabilizza, non assicura un efficace controllo della spesa e soprattutto ha impedito ai vertici locali degli uffici giudiziari di valutare al meglio le soluzioni organizzative secondo una visione manageriale.

...la novità
Certamente è un processo di trasferimento complesso, che evidenzia problematiche anche puntuali da territorio a territorio, ma che sta proseguendo a dimostrazione che quando c'è volontà, impegno, determinazione e spirito di collaborazione le riforme anche importanti si posso fare in questo Paese. Molti nei mesi scorsi hanno agitato lo spauracchio di questa data come un salto nel buio, tentando anche di far passare una eventuale proroga.
Ha vinto la volontà di tener fermo un impegno.
Oggi ministero della Giustizia, addetti ai lavori, Anci con i Comuni interessati, Demanio e Consip stanno collaborando a costruire un metodo e un'architettura nuova che avrà come primo fondamentale risultato per i cittadini il miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia del funzionamento degli uffici giudiziari. Un bene primario per tutti i cittadini, e in primo luogo i sindaci. Gli operatori della giustizia, magistrati, dirigenti, sono responsabilizzati nella totalità delle attività gestionali con un processo di riorganizzazione in termini di migliore valutazione dei bisogni.

Gli scenari e i ristori dovuti
I Comuni stanno collaborando nel garantire la continuità del servizio Giustizia: è stato sottoscritto l'accordo quadro riguardante l'avvalimento del personale comunale dietro ristori degli oneri e tali singoli Comuni si stanno attivando per gli accordi locali per la relativa applicazione.
Questa lunghissima vicenda va definitivamente chiusa.
L'impegno a fluidificare i processi e a garantire la piena collaborazione va a questo punto sigillato con la presa d'atto da parte del ministero dell'Economia della necessità di ristorare i crediti cospicui – pari circa a 700 milioni e che pesano fortemente sui bilanci - che i Comuni vantano verso lo Stato per le annualità pregresse; esplicita richiesta formalizzata congiuntamente dal Ministro Orlando e dal Presidente Fassino.
Su questo attendiamo una risposta e ricordo che si tratta di onorare un obbligo di legge da parte di un Governo che ha fatto del tema del pagamento dei crediti una propria linea strategica.

(*) Segretario generale Anci


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