Amministratori e organi

Pa, il risarcimento non segue automaticamente l'annullamento del provvedimento

a cura della Redazione "PubblicaAmministrazione24"

Risarcimento del danno a carico della Pubblica amministrazione - Provvedimento amministrativo - Annullamento giurisdizionale - Risarcimento del danno a carico dell'Amministrazione - Conseguenza non automatica
Il risarcimento del danno a carico della Pubblica amministrazione non costituisce conseguenza automatica e costante dell'annullamento giurisdizionale del provvedimento amministrativo. Si richiede la positiva verifica, oltre che della lesione della situazione soggettiva di interesse tutelata dall'ordinamento, della sussistenza della colpa o del dolo dell'Amministrazione e del nesso causale tra l'illecito e il danno subito.
Tribunale amministrativo regionale Veneto - Venezia, sezione 1, sentenza 1° settembre 2015, n. 954

Annullamento dell'atto illegittimo e risarcimento del danno - Annullamento giurisdizionale di un atto o di un provvedimento amministrativo - Condanna della Pa al risarcimento del danno - Presupposti - Lesione della situazione soggettiva di interesse tutelata dall'ordinamento - Sussistenza del dolo o della colpa della Pa - Nesso causale tra l'illecito ed il danno subito
Il risarcimento del danno a carico della Pubblica amministrazione non è conseguenza automatica e costante dell'annullamento giurisdizionale. Si richiede la positiva verifica, oltre che della lesione della situazione soggettiva di interesse tutelata dall'ordinamento, della sussistenza della colpa e del dolo dell'Amministrazione e del nesso causale tra l'illecito e il danno subito. Il risarcimento, conseguente a lesione di interesse legittimo pretensivo, è subordinato, pur in presenza di tutti i requisiti dell'illecito, quali la condotta, la colpa, il nesso di causalità e l'evento dannoso, alla dimostrazione, secondo un giudizio di prognosi formulato ex ante, che l'aspirazione al provvedimento fosse destinata a esito favorevole, quindi alla dimostrazione, ancorché fondata con il ricorso a presunzioni, della spettanza definitiva del bene collegata a tale interesse, ma siffatto giudizio prognostico non può essere consentito allorché detta spettanza sia caratterizzata da consistenti margini di aleatorietà.
Consiglio di Stato, Sezione 3, Sentenza del 09-06-2014, n. 2896

Responsabilità della Pubblica amministrazione - Annullamento dell'atto illegittimo della Pa - Responsabilità da fatto illecito - Azione risarcitoria - Riparto dell'onere della prova - Presupposti del risarcimento - Prova liberatoria della Pa
La domanda risarcitoria, proposta innanzi al giudice amministrativo, si inquadra nello schema della responsabilità aquiliana da fatto illecito, di cui all'articolo 2043 cc ed è regolata dal principio dell'onere della prova di cui all'articolo 2697 cc in base al quale, colui il quale intenda far valere un diritto in giudizio, ha l'onere di provarne i fatti che ne costituiscono il fondamento. Il risarcimento, infatti, non consegue in via automatica all'annullamento giurisdizionale del provvedimento illegittimo, essendo onere del soggetto che si assuma danneggiato dal provvedimento, provare, oltre alla lesione della situazione soggettiva di interesse tutelata dall'ordinamento, la sussistenza di un danno ingiusto, del nesso causale tra condotta ed evento, e della colpa o del dolo dell'Amministrazione. Quest'ultima, invece, avrà l'onere di sottoporre al giudice del risarcimento concreti elementi di giudizio idonei a dimostrare l'assenza di colpa, nonostante l'accertata illegittimità della propria condotta.
Tribunale amministrativo regionale Piemonte - Torino, Sezione 1, Sentenza 7 marzo 2014, n. 411

Danni - Risarcimento - Presupposti
Ai sensi dell'articolo 2043 codice civile il danno è risarcibile soltanto laddove esso consiste in un danno/evento ingiusto, tale essendo quello consistente nella lesione di un interesse meritevole di tutela da parte dell'ordinamento, che fonda la sussistenza di una posizione soggettiva; deve trattarsi di un danno che presuppone la titolarità di un interesse apprezzabile, differenziato, giuridicamente rilevante e meritevole di tutela e che inerisce al contenuto stesso della posizione sostanziale; deve inoltre essere ricollegabile, con nesso di causalità immediato e diretto, al provvedimento impugnato e, nel caso in cui la posizione di interesse legittimo appartenga alla species del cd interesse pretensivo, esso deve concernere l'ingiusto diniego o la ritardata emanazione di un provvedimento amministrativo richiesto.
Consiglio di Stato, Sezione 4, Sentenza del 17-02-2014, n. 744

Responsabilità civile - Amministrazione pubblica - Annullamento diniego di valutazione di impatto ambientale - Carattere discrezionale delle relative valutazioni - Conseguenti pretese risarcitorie - Infondatezza - Eccezioni
L'accertamento giudiziale dell'illegittimità del giudizio negativo di compatibilità ambientale all'intervento proposto non è di per sé sufficiente a fondare la responsabilità (avente natura extracontrattuale) dell'amministrazione; ciò perché l'esercizio della funzione amministrativa, per essere sanzionabile in sede risarcitoria, postula non soltanto il previo accertamento giurisdizionale della sua illegittimità, ma anche la prova (attraverso un giudizio prognostico in ordine alla fondatezza della pretesa azionata) che, se correttamente esercitata, essa avrebbe avuto esito favorevole all'interessato, dovendosi quindi escludere che l'annullamento di un atto illegittimo comporti anche una responsabilità risarcitoria, qualora l'azione amministrativa sia connotata da consistenti margini di aleatorietà. L'annnullamento del provvedimento a carattere discrezionale che ha negato la soddisfazione di un interesse legittimo pretensivo non determina la sicura soddisfazione del bene della vita, ma obbliga l'amministrazione a rinnovare il procedimento, tenendo conto della portata conformativa della sentenza, vale a dire delle statuizioni in essa contenute
Tribunale amministrativo regionale della Sardegna - Cagliari, Sezione 1, Sentenza del 28-02-2014, n. 185


© RIPRODUZIONE RISERVATA