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Città metropolitane: al via i Piani strategici, si punta all'Agenda urbana nazionale

di Raffaella Florio (*)

Le Città metropolitane appena nate sono già davanti a numerose sfide: quella economica e della finanza, della città e società duale, della sostenibilità; ma anche della forma urbana che necessita un processo di rigenerazione che contrasti l'inutile e inopportuno consumo del territorio, così come del "governo urbano" che riporti la città a essere non solo "spazio" ma anche "attore collettivo" protagonista consapevole e responsabile di scelte e azioni sul territorio.
Nelle Città metropolitane si concentrano potenzialità e problemi: il 40% del Pil nazionale, il 36% del patrimonio abitativo, gran parte del patrimonio immobiliare pubblico e del patrimonio culturale, il 39% dell'occupazione e il 40% della disoccupazione italiana (e in modo estremamente variabile da città a città), forti disequilibri di condizioni demografiche, sociali ed economiche tra comune capoluogo e gli altri comuni della cintura.
La Città metropolitane devono affrontare queste sfide e contemporaneamente assolvere al difficile compito di migliorare i servizi urbani e ridurne i costi per i cittadini, le imprese e l'intera comunità, ammodernare la pubblica amministrazione e rinnovare il rapporto tra cittadini e istituzioni e tra politica e amministrazione.
È evidente che, al di là degli assetti puramente istituzionali, questo dipenderà fortemente dalla capacità di costruire una governance unitaria ed efficace, per trovare soluzioni condivise alle questioni metropolitane introducendo profonde innovazioni nel modo di governare il territorio e le politiche urbane.

I Piani strategici
Non a caso il legislatore italiano ha deciso di affidare una delle funzioni fondamentali della Città metropolitana, la programmazione dello sviluppo economico e sociale, al Piano strategico quale strumento innanzitutto di mobilitazione e coordinamento del territorio tutto e dell'intero sistema metropolitano.
Il Piano Strategico è indubbiamente lo strumento di governance territoriale più innovativo impiegato dalle città più dinamiche in Europa (e non solo) che ha accompagnato con successo profonde trasformazioni economiche, sociali e ambientali costruendo la città metropolitana "reale" prima ancora di quella "istituzionale".
L'intelligenza del Piano strategico risiede, infatti, nell'aver compreso che promuovere progetti di innovazione, riconosciuti validi e necessari, vuol dire in primo luogo costruire coalizioni di attori in grado di sostenerli e di dare loro legittimità e risonanza; vuol dire mantenere in vita e allargare la cooperazione territoriale per generare e governare progetti e proposte sinergiche e partecipate, attraverso una riflessione permanente sui bisogni di sviluppo della metropoli e sulle opportunità aperte ai suoi protagonisti.
Il Piano dunque quale luogo dove le azioni, seppure elaborate e implementate altrove, trovano un momento di condivisione, un motore propulsivo, una collocazione precisa in una visione ampia e integrata dello sviluppo e anche un punto di riferimento organizzativo, teorico e metodologico per la loro messa a punto.
Programmare strategicamente il rilancio urbano significa saper identificare e selezionare le grandi strategie e i grandi progetti di rinnovamento urbano su cui puntare prioritariamente e concentrare tutte le energie e le risorse. Che rispondano ai bisogni dei diversi livelli territoriali, che riescano a promuovere la crescita e innescare investimenti pubblici e privati.
Anche in Italia non si parte da zero. La Pianificazione strategica è stata ampiamente sperimentata in gran parte delle nostre nelle Città Metropolitane (e non solo): Torino, Bologna, Firenze, Venezia, Genova, Napoli, Bari, Cagliari. Sappiamo dunque di cosa si parla, ma oggi è d'obbligo una revisione profonda dello strumento che tenga conto dei principali elementi di novità: la natura di atto amministrativo del Piano strategico metropolitano, le nuove dimensioni territoriale, spaziale, funzionale e politico-istituzionale. Che realizzi una connessione stretta tra pianificazione strategica e obiettivi della nuova Politica di Coesione europea per integrare meglio e di più la programmazione e le leve finanziarie comunitarie con quelle nazionali aumentando così il "quantum" disponibile a sostenere i grandi progetti metropolitani.

Il tavolo di lavoro dell'Anci
L'Anci per questo ha istituito un tavolo di lavoro con le Città metropolitane per arrivare, a fronte delle diverse esperienze in corso, a indicare un metodo di riferimento per la stesura dei Piani strategici (che già agli inizi del 2016 tra l'altro dovranno essere portati all'approvazione dei rispettivi Consigli metropolitani).
Secondo i dati raccolti dal Dipartimento per la pianificazione strategica dell'Anci le Città metropolitane mostrano un netto dinamismo: quasi ovunque sono state identificate responsabilità specifiche e sono stati attivati uffici o gruppi di lavoro, sono a buon punto anche le attività di studio e di ascolto del territorio, con interlocutori privilegiati (Comuni, Unioni, organizzazioni di categoria). Non mancano ovviamente i problemi, a partire proprio dalla difficoltà di coordinamento tra i Comuni e dalla presenza di visioni politiche contrastanti tra tutte le amministrazioni coinvolte.
Attraverso il coordinamento dell'Anci si arriverà a una proposta che indicherà la natura e i contenuti del Piano, i metodi e gli strumenti di coordinamento delle strategie e degli attori metropolitani. Con l'auspicio e l'obiettivo di più ampio respiro di fare dei nostri Piani strategici metropolitani non solo i piani di sviluppo sociale ed economico della e per la Città metropolitana, ma parte integrante e cuore di un'unica strategia urbana del Paese.
Il decollo è quasi pronto, con un'unica postilla: senza un'Agenda urbana nazionale, che coordini e valorizzi le strategie dei territori metropolitani, l'efficacia dei singoli Piani non sarà utilizzata in tutta la sua potenzialità. Al di là del compito svolto fino a oggi dalle Città metropolitane, dunque, è ancora una volta il livello dell'interlocuzione con lo Stato centrale che determinerà la portata del rilancio economico e sociale del Paese

(*) Capo Dipartimento pianificazione strategica urbana


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