osservatorio anci-ifel

Sì al rimborso delle spese legali per gli amministratori locali

di Daniele Formiconi

Una significativa innovazione normativa è stata introdotta in materia di rimborsabilità delle spese legali sostenute dagli amministratori locali nell'espletamento del loro mandato, principio da tempo sostenuto dall'Anci.
La carenza di una esplicita previsione in tal senso nell'ordinamento previgente aveva, infatti, dato luogo ad alcune incertezze applicative sui parametri di riferimento adottabili nonché, in qualche caso, sulla stessa ammissibilità o meno di tali spese.
In passato, parte della giurisprudenza aveva ritenuto di poter estendere in via analogica agli amministratori locali la normativa che consente tale rimborso per i dipendenti degli enti locali, sulla base del verificarsi di alcuni presupposti (sussistenza di una connessione con i compiti d'ufficio dei fatti oggetto del processo penale, la mancanza di conflitto di interessi con l'amministrazione di appartenenza, nonché la conclusione del processo penale con una sentenza di assoluzione).
Secondo altri indirizzi era stata invece preclusa la possibilità di tale ricorso all'analogia legis non ritenendo pertinente tale richiamo.
Anche per la delicatezza della materia, la stessa giurisprudenza aveva richiamato la necessità di una norma specifica.

Le nuove norme
Con la nuova normativa viene quindi definitivamente affermato il diritto alla rimborsabilità delle spese legali per gli amministratori locali, costituendo ora principio fondamentale dell'ordinamento, secondo il quale chi agisce per conto di altri, in quanto legittimamente investito del compito di realizzare interessi estranei alla sfera personale, non deve sopportare gli effetti svantaggiosi del proprio operato, ma deve essere tenuto indenne dalle conseguenze economiche subite per la l'esecuzione dell'incarico ricevuto.

I limiti
Il rimborso delle spese legali per gli amministratori locali è quindi ammissibile nel limite massimo dei parametri stabiliti con decreto emanato ogni due anni (da ultimo decreto del 10 marzo 2014 n. 55) dal ministero della Giustizia su proposta del Consiglio nazionale forense nel caso di conclusione del procedimento con sentenza di assoluzione o di emanazione di un provvedimento di archiviazione, in presenza dei seguenti tre requisiti:
• assenza di conflitto di interessi con l'Ente amministrato;
• presenza di nesso causale tra funzioni esercitate e fatti giuridicamente rilevanti;
• assenza di dolo o colpa grave.

(*) Capo Area Affari istituzionali e Personale dell'Anci


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