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L'interesse all'accesso agli atti non è condizionato dal giudizio pendente

di Massimiliano Atelli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Con sentenza 27 luglio 2015, n. 1124, la sezione I del Tar Toscana, ha confermato che la configurabilità dell’interesse all’accesso non esige l’esistenza di una lesione immediata e in atto della posizione soggettiva del richiedente, purché la manifestata esigenza di conoscere il contenuto degli atti posti in essere dall’amministrazione non abbia carattere meramente emulativo.
Corollario di tale affermazione è che, in termini generali, l’ostensibilità del documento non è subordinata alla pendenza di un giudizio, ovvero alla dichiarazione di volerlo proporre, né autorizza da parte dell’Amministrazione valutazioni in ordine alla concreta utilità del documento rispetto alle ragioni difensive dell'istante. Questo significa che il controllo è limitato all’esistenza del collegamento della situazione giuridica da tutelare con il documento del quale è richiesta l'ostensione, e si sostanzia nel solo giudizio estrinseco sull'esistenza di un legittimo e differenziato bisogno di conoscenza in capo all’istante. Analogamente, il giudice è chiamato a vagliare in astratto le necessità difensive enunciate dalla parte interessata all’accesso e la pertinenza del documento, ma non può sindacare la concreta utilità della documentazione richiesta (tutti i principi dianzi riassunti costituiscono approdi assolutamente consolidati in giurisprudenza: fra le più recenti e per tutte cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 3 settembre 2014, n. 4493; id., 26 agosto 2014, n. 4286; id., 29 gennaio 2014, n. 461; id., sez. V, 30 agosto 2013, n. 4321).

Il caso
Nella specie, veniva contestato il silenzio diniego formatosi sull'istanza di accesso ai documenti amministrativi promossa nei confronti dell'Università di Firenze, relativa alla documentazione e alle prove di tutti i partecipanti relativi alla prova di ammissione ad un corso di laurea.

Argomenti, spunti e considerazioni
La decisione del Tar Toscana persuade.
Lo spazio nel sistema per la configurabilità dell’interesse all’accesso è infatti compreso fra due estremi opposti: per un verso, l’esistenza (inessenziale, come esattamente chiarisce il Tar Toscana) di una lesione immediata e in atto della posizione soggettiva del richiedente; per altro verso, la non tutelabile esigenza di conoscere il contenuto degli atti posti in essere dall’amministrazione per motivi meramente emulativi.
Di qui anche il difficile compito del Giudice: vagliare in astratto le necessità difensive enunciate dalla parte interessata all’accesso e la pertinenza del documento, senza però spingersi sino al sindacato (non consentito) sulla concreta utilità della documentazione richiesta.


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