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Concessioni demaniali marittime, sulle case-vacanze la competenza è della Regione

di Maria Claudia Politi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Pur in assenza di un diritto al rinnovo automatico delle concessioni di aree demaniali marittime, è nullo per difetto di attribuzione il provvedimento con cui un Comune laziale ha dato pubblico avviso di avvio della procedura di rinnovo prevista dall’articolo 18 del Regolamento per l’esecuzione del Codice della navigazione. Se le aree, infatti, sono destinate a uso abitativo e non a finalità turistico-ricreative, il Comune non può esercitare legittimamente il potere, che compete invece alla Regione.
È quanto afferma il Tar Lazio, sezione II bis, con la sentenza 8 luglio, n. 9191.

Il caso
Una società cooperativa, titolare di una concessione demaniale marittima per il mantenimento di n. 8 cottages ad uso soggiorno estivo, insistenti su area demaniale marittima dal Comune, rilasciata nel 1960 e continuamente rinnovata, ha richiesto l’ulteriore rinnovo della concessione, pur automaticamente prorogata al 31 dicembre 2020 ai sensi dell’articolo 1, comma 18, Dl 30 dicembre 2009 n. 194.
La predetta Società ha impugnato dinanzi al Tar del Lazio l’atto con il quale il Comune ha dato pubblico avviso dell’istanza, invitando gli interessati a presentare per iscritto le osservazioni a tutela di eventuali diritti o le domande concorrenti.
Il Giudice amministrativo ha respinto il ricorso introduttivo (recante richiesta di accertamento del diritto alla proroga della concessione) ed ha accolto i motivi aggiunti (con i quali la Società ha sostenuto l’invalidità dell'atto per difetto di attribuzione dell'Amministrazione comunale), con conseguente declaratoria di nullità dei provvedimenti impugnati.
Ha rilevato infatti il Tar “che alla luce della disciplina evocata dalla stessa Regione, la gestione delle concessioni in argomento non può che essere ricondotta nell’ambito della competenza regionale, a seguito dell’intervenuta modifica legislativa regionale del 2005, che si pone come specificazione, rispetto alla generale prescrizione contenuta nella Lr Lazio n. 14 del 1999, che, nel ripartire le competenze tra le Regioni e gli Enti locali, precisava le funzioni ed i compiti delle Regioni, stabilendo che, ‘si intendono attribuiti ai Comuni (…) le funzioni ed i compiti amministrativi non espressamente riservati alla Regione e non conferiti agli altri Enti locali dallo Stato e dalla – presente – legge’ (articolo 77). Allo Stato (…) risultano sottratte alla competenza regionale ed attribuite ai Comuni le sole concessioni demaniali marittime turistico-ricreative”.

Considerazioni conclusive
L'interpretazione fornita dal Tar del Lazio è in linea con la giurisprudenza in materia e con le finalità proprie della nazionale ed europea.
Appare condivisibile, in particolare, l'interpretazione circa la natura meramente abitativa degli immobili adibiti ad uso case vacanze, in quanto la permanenza o temporaneità della residenza presso gli stessi ha carattere accidentale nell'ambito della loro finalità propria, rimanendo strutturale l'assenza di uno sfruttamento economico organizzato della struttura.
In tal senso, lo stesso Tar (sezione II ter, con sentenza n. 2363 del 2009, confermata da Consiglio di Stato, sez. VI, 16 febbraio 2010, n. 874) aveva rilevato che gli alberghi, le pensioni e i ristoranti sono immobili che costituiscono parte delle rispettive aziende finalizzate all’impresa turistica. Tali imprese, ai sensi dell’articolo 7, legge n. 135/2001, sono quelle che “esercitano attività economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l'intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dell'offerta turistica”.
Le case per vacanze sono, al contrario, immobili che hanno uso squisitamente abitativo, da parte del proprietario o di chi ne abbia la disponibilità; uso che sarà stabile, nel caso di utilizzatori residenti; stagionale e/o saltuario, nel caso di utilizzatori non residenti in loco. In definitiva, ciò che distingue le case per abitazione dalle case per vacanze, è solo un elemento successivo e flebile, consistente nell’eventuale diverso uso che di esse, in concreto, faccia l’utilizzatore, se proprietario in esplicazione delle proprie facoltà di godimento del bene, se detentore in virtù dei diritti scaturenti dal tipo di contratto in virtù del quale egli utilizza il bene.
Elemento differenziante le case-vacanze dalle strutture turistiche (e segnatamente dagli alberghi, pensioni e ristoranti) è, quindi, l’assenza di funzionalizzazione delle prime ad una attività di impresa, “laddove l’essere gli immobili adibiti a quella finalità è caratteristica essenziale (e vincolante) dei secondi”.


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