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Ricci, a settembre giornata sulle riforme istituzionali

di Giuseppe Pellicanò

«Una giornata nazionale Anci sulle riforme da tenersi entro fine settembre, durante cui governo e Parlamento si confrontino con i Comuni sulla riorganizzazione della governance territoriale e sul nuovo assetto istituzionale, con un Senato veramente delle Autonomie. Intanto, per consentire la discussione della piattaforma Anci di ridefinizione del sistema ordinamentale, si sospenda, già con la legge di conversione del Dl enti locali, il termine del 31 dicembre 2015 per completare la gestione associata delle 10 funzioni fondamentali». Sono le proposte lanciate dal vicepresidente dell'Anci e delegato alle Riforme istituzionali, Matteo Ricci, nel suo intervento al comitato direttivo dell'associazione svoltosi ieri pomeriggio a Roma.
Un appuntamento, questo di settembre, che nella valutazione di Ricci, arriva in una fase centrale della trattativa tra Comuni e Governo, in vista dell'avvio della local tax dal 2016. «Non dobbiamo finire schiacciati sul fronte della conservazione, piuttosto spetta a noi dimostrare che i Comuni sono i primi a volere le riforme e il cambiamento del Paese. Questo atteggiamento propositivo – aggiunge il sindaco di Pesaro – ci aiuterà nel confronto con Governo e Parlamento che apriremo proprio a settembre per la prossima legge di stabilità».

Il nuovo assetto dei territori
Secondo il delegato Anci alle riforme questo è il momento più indicato per discutere del nuovo assetto dei territori. «Con le Province in via di svuotamento e le Città metropolitane in fase di avvio, bisogna porsi il problema del rafforzamento dei Comuni, partendo dall'associazionismo che deve riguardare tutti i Comuni e non solo i piccoli centri», argomenta Ricci rilanciando le proposte del manifesto dei piccoli Comuni approvato a Cagliari. «È fondamentale abbandonare il criterio demografico dei 5mila abitanti per quello dei bacini omogenei, che tiene meglio conto delle particolarità dei singoli territori». Da qui l'esigenza di "congelare" subito i termini del completamento della gestione associata, «anche per dare la possibilità al Comitato permanente per il Coordinamento per la riorganizzazione territoriale, istituito dal Dl mille proroghe, di individuare gli ambiti omogenei entro 12 mesi».

Il Senato federale
Un capitolo centrale della piattaforma Anci sulle riforme riguarda, poi, l'avvio del Senato federale. «I Comuni – ricorda il sindaco di Pesaro - chiedono il superamento del bicameralismo paritario e perfetto, la riduzione del numero di parlamentari, e l'istituzione di una Camera politica». Senza dimenticare che proprio lo slittamento nel varo finale della riforma, offre la possibilità di ridiscutere il rafforzamento della presenza dei rappresentanti delle autonomie territoriali nel Senato delle Autonomie. «Va ripristinato il giusto equilibrio tra Comuni e Regioni, con 100 sindaci e 20 presidenti di Regione, eletti direttamente dai cittadini contestualmente alle elezioni locali e regionali», rilancia Ricci.
In questo ambito vi è poi il tema dell'accorpamento delle Regioni. Per il sindaco di Pesaro: «in una fase di globalizzazione, è questione di competitività piuttosto che di costi. Dobbiamo aprire una riflessione seria sulla natura di questi enti che devono tornare al loro ruolo originario di legislazione e pianificazione, abbandonando la gestione», conclude il delegato Anci auspicando l'avvio di una valutazione comune con i rappresentanti delle Regioni.


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