Home  › Amministratori e organi

Piano anticorruzione, sanzioni fino a 10mila euro per i ritardatari

di Alberto Barbiero

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

I piani triennali anticorruzione per il periodo 2015-2017 devono essere adottati al più presto da tutti i soggetti tenuti all'obbligo, i quali altrimenti rischiano pesanti sanzioni.
Il comunicato del Presidente dell'Anac del 13 luglio sollecita alla predisposizione del piano triennale per la prevenzione della corruzione (Ptpc) amministrazioni e altri soggetti per i quali la legge n. 190/2012 prevede l'adozione del complesso di misure di prevenzione della corruzione, inviando un messaggio esplicito alle società e agli altri organismi partecipati in controllo pubblico (fondazioni e associazioni), per i quali la determinazione n. 8/2015 ha specificato tutti gli adempimenti.

Uno strumento dinamico
Il comunicato dell'Autorità nazionale anticorruzione rileva come la sussistenza dell'obbligo di adozione (e di aggiornamento) discenda dalla stessa natura del piano che, in quanto atto programmatorio, non costituisce un insieme astratto di previsioni e misure, ma tende alla loro concreta attuazione in modo coordinato rispetto al contenuto di tutti gli altri strumenti di programmazione presenti nell'amministrazione e, innanzi tutto, rispetto al Piano della performance, col quale deve essere realizzato un collegamento effettivo e puntuale.
L'Anac evidenzia quindi come il piano anticorruzione sia uno strumento dinamico, che si evolve con l'evolversi della struttura amministrativa cui pertiene, in relazione al progredire della strategia di prevenzione.

Avviso a società e organismi controllati
Pertanto l'obbligo di adozione del Piano per il triennio 2015-2017 vale per tutti i soggetti tenuti che non vi abbiano ancora provveduto: alla luce della determinazione n. 8/2015, la sollecitazione sembra chiaramente rivolta alle società in controllo pubblico e agli altri organismi controllati dagli enti locali (fondazioni e associazioni), ma anche ai numerosi enti pubblici economici (tra cui le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona) rilevati dall'Anac come inadempienti.

I contenuti del Piano
Oltre alla relazione con il Pna (che l'Autorità sta rivendendo e che dovrebbe essere pronto per ottobre nella nuova versione) i soggetti tenuti all'adozione del piano anticorruzione lo devono rimodulare di anno in anno, in quanto lo stesso deve contenere le schede di programmazione delle misure di prevenzione utili a ridurre la probabilità che il rischio si verifichi, in riferimento a ciascuna area, con indicazione per ciascuna misura di obiettivi, tempistica, responsabili, indicatori e modalità di verifica dell'attuazione.
L'Anac rammenta che il Piano deve anche individuare le priorità di trattamento, dar conto degli esiti di verifiche e controlli effettuati (in particolare in relazione alle cause di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi, alla formazione di commissioni, alla assegnazione di uffici, allo stato di applicazione del Codice di comportamento) e quantificare le ore/giornate dedicate alla formazione in tema di anticorruzione, nonché indicare il numero di incarichi e aree oggetto di rotazione (per dirigenti e funzionari aree a rischio).

Gli obblighi
I soggetti tenuti in base alla legge n. 190/2012 devono anche rendere conoscibile l'evoluzione della strategia di contrasto alla corruzione, per cui hanno l'obbligo di pubblicare e rendere consultabili nella sezione "amministrazione trasparente" i piani relativi agli anni trascorsi.
La mancata adozione del Piano per il triennio 2015-2017 comporta la possibile irrogazione, da parte dell'Anac, di una sanzione da 1.000 a 10mila euro.


© RIPRODUZIONE RISERVATA