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Uffici giudiziari; in vista del passaggio di funzioni allo Stato, dialogo aperto con il ministero

di Giuseppe Pellicanò

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'Anci, in vista della scadenza vincolante del 1° settembre per il passaggio allo Stato, come previsto dalla legge di Stabilità 2015, delle spese di funzionamento degli uffici giudiziari, finora a carico dei Comuni, ha ribadito la propria disponibilità a proseguire nel confronto avviato con il ministero della Giustizia, nell'ambito di un apposito tavolo a cui è demandato il compito di definire gli ultimi tasselli per l'avvio ordinato di questa importante novità, fortemente caldeggiata dall'Associazione.

Il regolamento
Si tratta in buona sostanza di concludere un accordo quadro che garantisca il trasferimento il più possibile soft ad una funzione propriamente statale che di fatto negli ultimi 70 anni è stata gestita dai Comuni. Una partita, articolata in più settori, come quello del personale, ma anche degli immobili e dei servizi. Il tutto dovrà muoversi seguendo lo schema del Dpr di riorganizzazione dei servizi giudiziari, approvato dal Governo ed ora al vaglio del Consiglio di Stato.

Le spese pregresse
Sullo sfondo resta però il tema finanziario, con il ristoro delle spese pregresse che i Comuni ancora attendono di avere dal ministero della Giustizia. Secondo stime prudenziali dell'Associazione in ballo ci sono almeno 700 milioni solo per il triennio 2012-2014 ed i primi otto mesi del 2015. Una situazione legata sia all'assoluta insufficienza del capitolo di bilancio del ministero, solo nel 2012 ridottisi di circa 100 milioni; che per via del forte ritardo nell'erogazione dei rimborsi: attualmente i Comuni hanno ricevuto il solo acconto delle spese per la gestione 2012 e 2013, mentre mancano i saldi sia per il 2012 che per il 2013.
«L'Anci ha stimato che ai Comuni vanno corrisposti almeno 700 milioni di euro per le spese sostenute negli ultimi quattro anni», spiega Paolo Perrone, sindaco di Lecce, e vice presidente vicario dell'associazione, sottolineando come «nel momento in cui i Comuni escono dalla gestione degli uffici giudiziari, non possono restare partite finanziarie aperte».


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