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Piccoli Comuni: domani a Cagliari la XV conferenza nazionale

di Emiliano Falconio

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Rivedere l'obbligatorietà dei termini per le gestioni associate, rifinanziando e stabilizzando i contributi destinati, fare chiarezza sulle norme riguardanti il personale e le alienazioni del patrimonio immobiliare e scongiurare la chiusura indiscriminata degli uffici postali nei piccoli Comuni. Sono questi alcuni dossier «caldi» che saranno al centro della XV Conferenza nazionale piccoli Comuni che quest'anno si svolgerà a Cagliari nella giornata di venerdì 10 luglio.

L'Atlante 2015
L'evento principale dedicato ai piccoli Comuni, quindi, si prevede denso di spunti per gli amministratori dei municipi sotto i 5mila abitanti e sarà anche occasione per presentare l'Atlante 2015 che come ogni anno scatterà una fotografia organica sulla funzione amministrativa, sociale ed economica di questi «presìdi essenziali del territorio», come recita lo slogan scelto per la Conferenza 2015.
Le principali tematiche di interesse per i piccoli Comuni, dunque, riguarderanno principalmente temi legati alla finanza locale che se pesano, e tanto, sui Comuni medio-grandi, per gli enti sotto i 5mila abitanti rischiano di essere insostenibili, come più volte denunciato da Anci.
Le richieste che arriveranno al governo dall'assise di Cagliari punteranno in primo luogo sulla possibilità di accantonare 30 milioni di euro da destinare a tutti quei piccoli Comuni che sono stati penalizzati dalla distribuzione dei tagli dell'ultima legge di stabilità. Spazi finanziari – spiegano dall'Anci – a cui sarebbe auspicabile aggiungerne altri 20 in sede di conversione del recente decreto sugli enti locali.

Le gestioni associate
Altra questione centrale riguarda la norma sulle gestioni associate su cui Anci ha più volte rappresentato la necessità di sospenderne l'obbligatoria per i piccoli Comuni, ottenendo un accordo in Conferenza Stato-Città e relativa circolare ministeriale in cui si evidenziava, tra l'altro, la condivisione della necessità di aprire tavoli di confronto con le rappresentanze territoriali. Alla luce di ciò, i piccoli Comuni Anci ribadiranno la necessità che la sospensione sia accompagnata da una semplificazione ordinamentale e da un sistema di incentivazione e premialità. Inoltre, verrà richiesto di rifinanziare e stabilizzare i contributi statali destinati all'associazionismo, in scadenza nel 2016 e previsti solo per un triennio.

Gli uffici postali
Anche sulla questione degli uffici postali, su cui incombe il Piano di ristrutturazione di Poste Italiane, gli enti sotto i 5mila abitanti chiederanno, come più volte ribadito dal coordinatore Anci Massimo Castelli di «prevenire la chiusura indiscriminata degli uffici postali, specie nei territori marginali che sono i più colpiti da questo processo di razionalizzazione». Su questo – rimarcano dall'Anci – serve «gradualità e attenta valutazione» e segnali positivi arrivano dall'ad di Poste Italiane, Francesco Caio, che recentemente ha comunicato la revisione di almeno un centinaio di chiusure inizialmente previste.

Appalti e personale
E mentre continua l'azione dell'Anci verso la possibilità, per tutti i Comuni non solo piccoli, di procedere autonomamente ad acquisizioni di beni e servizi inferiori a 40mila euro senza passare per le Centrali uniche di committenza, un risultato già certo arriva dalle norme sul personale.
Su questo Anci ha ottenuto nel recente decreto enti locali di recuperare le quote di turn over riferite a cessazioni intervenute nel triennio precedente e non ancora utilizzate. Su questa materia di particolare interesse dei piccoli Comuni – ricordano sempre dall'Anci - la Corte dei Conti con la deliberazione n. 27/2014 aveva affermato che a partire dal 2014 non sarebbe stato più consentito il cumulo dei resti assunzionali non utilizzati negli anni precedenti, ma si sarebbero dovute cumulare le risorse destinate alle assunzioni per il successivo triennio.
La possibilità di cumulare i residui assunzionali è quindi di grande importanza, soprattutto per i piccoli Comuni dove con il regime ordinario del turn over è spesso problematico assumere anche solo una unità di personale.


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