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Anche agli enti locali canone di locazione ridotto per contratti stipulati ante 23 aprile 2014

di Giovanni G.A. Dato

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La Corte dei conti, Sezione Regionale di Controllo per la Regione Veneto, con deliberazione 11 giugno 2015, n. 272/2015/PARha affermato che la disciplina in materia di riduzione dei canoni di locazione racchiusa nell’articolo 24, comma 4, lett. b), del Decreto Legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito con modificazione dalla Legge 23 giugno 2014, n. 89, trova applicazione anche con riguardo ai contratti di locazione posti in essere da un Comune antecedentemente all’applicazione della disposizione normativa che ha esteso agli Enti locali la disciplina del Dl 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazione dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135, e che, quindi, erano in corso al momento dell’entrata in vigore della medesima.

Il quesito
La richiesta di parere riguardava la possibilità per gli Enti locali di applicare la riduzione in questione ai canoni di locazione passiva dei beni immobili inerenti i nuovi contratti stipulati dal 1° gennaio 2014 e sino al 23 aprile 2014. L’Ente locale richiedente, invero, dopo avere ricostruito la successione delle norme nella materia, ha rappresentato che il Dl n. 95/2012 ha introdotto, per le locazioni passive delle sole Amministrazioni centrali, la previsione che, per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2014 fosse preventivamente svolto uno specifico procedimento di verifica della congruità del canone unitamente all’Agenzia del Demanio, mentre per i contratti in corso prevedeva la riduzione ex lege del canone del 15%; con l’articolo 24, comma 4, del Dl n. 66/2014, entrato in vigore il 23 aprile 2014, le previsioni del Dl n. 95/2012 sono state estese agli Enti locali. Sulla scorta di tale successione di norme il Comune istante ritiene che per i contratti di locazione passiva stipulati dagli enti locali tra il 1° gennaio 2014 e il 23 aprile 2014 non possa trovare applicazione l’automatica riduzione del 15% del canone né possa essere ritenuta necessaria la verifica della congruità del canone medesimo, trovando la disciplina applicazione dal 23 aprile 2014.

L’analisi normativa
L’articolo 24, comma 4, lett. b) del Dl n. 66/2014 ha sostituito il comma 7 dell’articolo 3 del Dl n. 95/2012, con il seguente: “Fermo restando quanto previsto dal comma 10, le previsioni di cui ai commi da 4 a 6 si applicano altresì alle altre amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del Dlgs 30 marzo 2001, n. 165, in quanto compatibili. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possono adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente al fine di conseguire risparmi non inferiori a quelli derivanti dall’applicazione della presente disposizione”.
La disposizione, entrata in vigore il 23 aprile 2014, ha quindi esteso anche agli enti locali i vincoli sui contratti di locazione passiva aventi ad oggetto immobili ad uso istituzionale previsti dall’art. 3 del Dl n. 95/2012 e, cioè, la riduzione nella misura del 15% del canone di locazione corrisposto per quanto riguarda i contratti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del citato Dl n. 95/2912 e quelli scaduti o rinnovati successivamente alla medesima data: “Ai fini del contenimento della spesa pubblica, con riferimento ai contratti di locazione passiva aventi ad oggetto immobili a uso istituzionale stipulati dalle Amministrazioni centrali, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della Legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonchè dalle  Autorità indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) i canoni di locazione sono ridotti a decorrere dal 1º luglio 2014 della misura del 15 per cento di quanto attualmente corrisposto. A decorrere dalla data dell’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto la riduzione di cui al periodo precedente si applica comunque ai contratti di locazione scaduti o rinnovati dopo tale data. La riduzione del canone di locazione si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai sensi dell’articolo 1339 Cc, anche in deroga alle eventuali clausole difformi apposte dalle parti, salvo il diritto di recesso del locatore. Analoga riduzione si applica anche agli utilizzi in essere in assenza di titolo alla data di entrata in vigore del presente decreto” (testo risultante dalle modifiche apportate dal Dl n. 66/2014).
La novellata disposizione, avente finalità di riduzione della spesa pubblica, non introduce una diversa disciplina rispetto a quella già vigente per i contratti di locazione delle Amministrazioni centrali, il cui ambito di applicazione (soggettiva) viene meramente ampliato.
Secondo la deliberazione in esame, alla luce di tale considerazione non sussistono lacune normative in relazione ad ipotesi di contratti di locazione posti in essere da un Comune antecedentemente  all’applicazione della disposizione normativa che ha esteso agli enti locali la disciplina del Dl n. 95/2012 e che, quindi, erano in  corso al momento dell’entrata in vigore della medesima; il comma 4 dell’articolo 3 del Dl n. 95/2012 prevede, infatti, l’inserzione automatica ex articolo 1339 Cc della clausola di riduzione del canone  di locazione - anche in deroga ad eventuali clausole difformi - fermo restando il diritto in capo al locatore di recedere dal contratto.
In tale direzione interpretativa si è espressa anche la Sezione Regionale di Controllo per l’Emilia Romagna, che con deliberazione 14 gennaio 2015, n. 1/2015/PAR, ha affermato che la riduzione del 15% dei canoni di locazione si applica ai contratti stipulati antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl n. 66/2014.


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