Home  › Amministratori e organi

Anticorruzione, obblighi delle partecipate in base al livello di controllo

di Alberto Barbiero

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Le società partecipate e controllate dagli Enti locali devono adottare specifiche misure di prevenzione della corruzione e rispettare gli obblighi di trasparenza.
Con la determinazione n. 8/2015, l'Autorità nazionale anticorruzione ha definitivamente dissipato i dubbi sull'applicazione della legge 190/2012 e del Dlgs 33/2013 alle società e agli altri organismi partecipati dalle amministrazioni locali, definendo in modo dettagliato gli adempimenti ai quali questi soggetti sono sottoposti, secondo la loro differente configurazione giuridica e in base al diverso livello di controllo pubblico.
L'Autorità prende in esame anzitutto le società in controllo pubblico, partecipate direttamente o indirettamente, tra le quali rientrano senza dubbio le società in house, chiarendo che devono adottare le misure per prevenire la corruzione.

Dove scrivere le misure
Le società che hanno già adottato un modello organizzativo in base al Dlgs 231/2001 devono adeguarlo alla legge 190/2012 e al Pna (peraltro dovendo considerare, in relazione alle situazioni di rischio, anche le recenti novità in materia di reati ambientali), mentre per quelle che non lo hanno adottato, le amministrazioni controllanti (quindi gli enti locali soci di controllo) devono assicurarsi lo facciano. In ogni caso, le misure per la prevenzione della corruzione devono essere inserite nel documento illustrativo del modello 231 in una sezione specifica e devono essere facilmente identificabili. Nel caso di società indirettamente controllate, la capogruppo deve assicurarsi dell'adozione da parte di queste del Mog e delle misure anticorruzione.
Le società partecipate devono non solo sviluppare l'analisi del rischio, ma anche rivedere i propri modelli di controllo interno e i codici di comportamento.

Obblighi di trasparenza
Sul versante degli obblighi in materia di trasparenza, per le società in controllo pubblico l'Anac evidenzia la necessaria applicazione delle norme del Dlgs 33/2013 secondo lo schema previsto dall'articolo 11 del decreto. In tal senso devono essere soddisfatti gli obblighi di pubblicità inerenti dati e informazioni afferenti all'organizzazione delle società, nonché quelli riguardanti le attività di pubblico interesse.
Le attività strumentali come l'acquisto di beni e servizi o la realizzazione di lavori, oppure la gestione delle risorse umane e finanziarie sono anch'esse volte a soddisfare l'interesse pubblico e sono, pertanto, sottoposte agli obblighi previsti dalle norme sulla trasparenza.
Le società in controllo pubblico, inoltre, devono adottare il programma triennale per la trasparenza e costituire sul proprio sito la sezione amministrazione trasparente.
Per le società in house, invece, l'Anac delinea un quadro applicativo degli obblighi sulla trasparenza del tutto conforme a quello per gli Enti locali soci, senza alcun adattamento. Ciò in quanto pur non rientrando nel novero delle Pa in quanto organizzate secondo il modulo societario, esse sono affidatarie in via diretta di servizi e, pertanto, sono sottoposte a un controllo particolarmente significativo da parte delle amministrazioni, costituendone nei fatti una parte integrante.


© RIPRODUZIONE RISERVATA