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Bianco (Anci): servono 8 Regioni e autonomia speciale solo in Alto Adige e Val d’Aosta

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Riduzione del numero delle Regioni a 7 o 8 macroaree, superamento degli Statuti speciali, tranne che per Bolzano e Valle d'Aosta, trasformazione delle Regioni in enti ordinari ma «a geometria variabile e una cura dimagrante per le burocrazie regionali».
È questa la ricetta del sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell'Anci, Enzo Bianco, che ne ha parlato ieri nel corso di un'audizione in Commissione per le Questioni regionali, nell'ambito di una indagine conoscitiva sulle problematiche concernenti l'attuazione degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale, e sui cambiamenti determinati dalla Riforma del titolo V della Costituzione.

Una riforma da completare
Esprimendo una posizione personale e «non impegnando la linea istituzionale dell'Anci», Bianco ha sottolineato come il disegno riformatore regionale debba essere completato. «Proprio perchè credo nelle Regioni e in un federalismo più accentuato, ritengo che bisogna seriamente riflettere su una riduzione delle Regioni. Il loro numero eccessivo, così come l'ambito territoriale troppo piccolo di alcune, fanno sì - ha aggiunto - che il federalismo basato sulle Regioni, come poteri di indirizzo legislativo, sia difficilmente attuabile».
La «cura dimagrante» regionale e la riduzione degli Statuti speciali a Bolzano e Valle d'Aosta trovano, secondo Bianco, nel fatto che le ragioni storiche che hanno giustificato condizioni autonomistiche di favore oggi non esistono più. «Penso al Friuli Venezia Giulia, dove passava la Cortina di ferro, o la Sicilia e la Sardegna, dove c'erano movimenti indipendentisti accentuati». Ma accanto al questo serve «una nuova filosofia delle competenze, con una geometria variabile più accentuata in alcune Regioni e meno in altre».

Il caso Sicilia
Il sindaco di Catania ha portato l'esempio e la testimonianza della Sicilia, evidenziando come «l'autonomia speciale si sia trasformata da una opportunità in un grave handicap». Oggi «per l'uso che ne è stato fatto in questi 70 anni - ha detto Bianco - un sindaco come me sogna la notte di essere sindaco di una regione a statuto ordinario». Da questo punto di vista, ha citato l'esempio della legge Delrio, che in Sicilia non è stata mai attuata.
«Mentre i miei colleghi di Bari e di Firenze hanno già il loro statuto metropolitano, il sindaco di Palermo e Catania non sono in condizione di poter operare», ha denunciato il primo cittadino etneo. E ritardi analoghi riguardano le province regionali che «non sono state mai abolite, passando da un commissario a un altro, in alcuni casi anche tre. È una cosa inaccettabile, come sindaco la mia richiesta è che la legge Delrio venga recepita con un solo articolo sul territorio regionale».
Infine il sindaco catanese ha stigmatizzato «l'elefantiasi burocratica» della Regione Sicilia: «l'ente regionale ha un numero esorbitante di dirigenti e questo finisce per sottrarre tutte le risorse per gli stipendi anziché per determinare politiche di sviluppo», ha rammentato Bianco. «Senza dimenticare il rischio che dirigenti e dipendenti si occupino troppo della gestione ordinaria, violando la norma costituzionale che assegna le funzioni amministrative ai Comuni e solo in casi eccezionali - ha concluso Bianco - attribuendole a Regioni e province».

Le reazioni della Sardegna
Non si fanno attendere le prime reazioni degli «interessati». È la Sardegna a fare da apripista. «Le dichiarazioni di Enzo Bianco sul superamento degli statuti speciali con le sole eccezioni di Valle d'Aosta e Provincia di Bolzano, mi sorprendono. Come il Presidente Pigliaru ha avuto modo di ribadire nei giorni scorsi a Trieste, la Regione Sardegna crede fortemente nel futuro della specialità della nostra isola e delle altre Regioni». Così l'assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, Gianmario Demuro.
La specialità «riconosciuta dalla Costituzione - prosegue l'assessore Demuro - rappresenta l'unica esperienza di federalismo sinora realizzata in Italia. Insularità, identità e cultura sono elementi che caratterizzano fortemente la Sardegna. E da questi presupposti deve partire un nuovo patto tra Stato e Regione per la realizzazione dei diritti fondamentali legati alla specialità. La specialità é riconosciuta dalla costituzione perché considera le diversità un valore».


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