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Costituzione: varate le modifiche, la parola passa al Parlamento

Approvato in Commissione Affari costituzionali del Senato il Ddl di riforma della Carta: il testo è pronto per il primo esame dell'Aula di Palazzo Madama

La commissione Affari costituzionali ha approvato la scorsa notte il Ddl di riforme costituzionali, dando il mandato al relatore, il presidente della commissione, Carlo Vizzini, a riferire in Aula. L'avvio dell'iter del provvedimento in assemblea avverrà subito dopo il via libera al Ddl di riforma del mercato del lavoro, probabilmente al più tardi da martedì prossimo, 5 giugno. Nella notte la commissione ha approvato le norme accantonate, in particolare quelle che rivedono l'articolo 72 della Costituzione relativo al bicameralismo perfetto e quelle sulla sfiducia costruttiva che cambia l'articolo 94, queste ultime senza alcuna modifica rispetto al testo base iniziale del relatore. La lettura dell'Aula del Senato sarà comunque soltanto il primo dei quattro passaggi parlamentari cui il ddl di riforma della Carta dovrà passare prima di entrare in vigore. Se sarà approvato con almeno i due terzi dei voti, sarà legge, altrimenti dovrà passare anche lo scoglio del referendum confermativo. Ecco in sintesi le novità:
MENO PARLAMENTARI E PIU' GIOVANI - I deputati saranno 508, di cui 8 eletti all'estero. E' eleggibile chi ha compiuto 21 anni. I senatori saranno 254, di cui 4 eletti all'Estero. Ogni Regione non potrà avere meno di 5 senatori. A Palazzo Madama è eleggibile chi ha compiuto 35 anni (ora ce ne vogliono 40).
CAMERA DELLE REGIONI - I ddl vengono presentati al presidente di una delle Camere. Montecitorio si occuperà delle materie per le quali c'è "potestà" legislativa esclusiva dello Stato, mentre al Senato toccherà tutto ciò che rientra nella "potestà legislativa concorrente" tra Stato e Regioni. A Palazzo Madama, sempre più Camera delle Regioni, si istituisce la Commissione paritetica per le questioni regionali che sarà composta dai presidenti delle Assemblee rappresentative delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, nonchè da un uguale numero di senatori che rispecchi la proporzione dei membri dell'Assemblea. Questa dovrà dare parere obbligatorio sui disegni di legge che riguardano le materie di cui dovrà occuparsi il Senato.
STOP NAVETTA TRA CAMERE - Una legge potrà iniziare il suo iter in un ramo del Parlamento, essere discussa e approvata. La seconda Camera entrerà in gioco solo se un terzo dei suoi componenti richiameranno la legge. Il 'richiamo' dovrà però essere avallato da un voto della Camera che lo esercita, voto che dovrà avere la maggioranza relativa. In quel caso, la Camera che richiama potrà modificare la legge. Se questa, dopo la seconda lettura, non verrà più richiamata sarà approvata, ma se la Camera da cui è partita vorrà intervenire ancora potrà farlo, sempre esercitando il 'diritto di richiamo'. Se nessuno effettuerà richiami, la legge, per la regola del silenzio-assenso, si riterrà approvata.
BICAMERALI AD HOC - Nei casi in cui per il varo di una legge sarà ancora obbligatorio il via libera di entrambe le Camere, ad esempio per le leggi costituzionali o elettorali, i regolamenti parlamentari potranno "stabilire che un disegno di legge sia esaminato" in sede referente '"a una commissione composta da un eguale numero di deputati e di senatori designati in modo da rispecchiare la proporzione di gruppi parlamentari".
TEMPI PROMULGAZIONE - Le leggi sono promulgate dal presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione. Ma se la Camera che l'ha approvata definitivamente, a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiara l'urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.
PRIORITA' PER DDL GOVERNO - Il Governo può chiedere che un ddl sia iscritto con priorità all'ordine del giorno della Camera che deve esaminarlo e votarlo entro un certo termine.
PIU' POTERI AL PREMIER - Se una delle Camere gli nega la fiducia, il premier può chiedere al capo dello Stato di scioglierne una o entrambe, salvo che, entro 20 giorni dalla proposta, le Camere approvino la mozione di sfiducia costruttiva. Il premier può proporre al presidente della Repubblica nomina e revoca dei ministri.
SFIDUCIA COSTRUTTIVA - La mozione è sottoscritta da almeno un terzo dei componenti di ciascuna Camera, deve contenere l'indicazione del nuovo premier e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. Deve essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera (mentre per la fiducia iniziale al Governo basta la maggioranza semplice).
DOVERE DI PRESENZA IN PARLAMENTO - Viene introdotto in costituzione il dovere degli eletti di partecipare ai lavori parlamentari, sia in aula che nelle Commissioni. Nei regolamenti parlamentari verranno regolati tempi, metodi e rivalse sulla diaria.
STATUTO DELL'OPPOSIZIONE - Entra nella Costituzione il principio dell'esistenza dello 'Statuto delle Opposizioni'. Anche in questo caso il recepimento dell'indirizzo costituzionale verrà delegato ai regolamenti parlamentari.


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